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Ridotte capacità lavorative

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Ridotte capacità lavorative

Ridotte Capacità Lavorative è un film-documentario, girato in presa diretta, con Paolo Rossi ed Emanuele Dell’Aquila. Si tratta di uno di quei film che difficilmente passeranno in televisione se non in orari impossibili. Il film è girato a Pomigliano dopo il famoso referendum Fiat, si snoda tutto in interviste alle persone coinvolte direttamente o indirettamente, come il parroco, il sindaco, un sindacalista fiom, operai. L’aspetto che rende il film interessante consiste proprio negli spunti di riflessione che le varie persone intervistate suscitano nello spettatore, talvolta diversi rispetto a quanto detto dai media sul tema. Un primo spunto di riflessione è legato al diritto di sciopero che è uno degli aspetti presenti nel referendum; in particolare esiste una commissione paritetica composta da soggetti interni all’azienda e rappresentanti delle sigle sindacali firmatarie che decidono sè uno sciopero è giusto o no. Secondo il sindacalista fiom intervistato, pur essendoci la commissione paritetica, se la componente aziendale riconosce lo sciopero come ingiusto potrebbe comminare sanzioni tanto alle sigle sindacali quanto ai lavoratori, esiste inoltre una commissione che decide sè una malattia è vera o meno.

Passando all’argomento catena di montaggio e condizioni di lavoro, il sindaco sottolinea che la tecnologia ha migliorato le condizioni di lavoro alla catena di montaggio, ma ammette che l’effettivo miglioramento in termini di logorio fisico è tutto da verificare; una definizione piu’ precisa sulla catena di montaggio è offerta dal sindacalista che dice: immagina una scala mobile, tu che la percorri al contrario ….. mentre percorri al contrario…. tu lavori si deduce che al di là di eventuali miglioramenti, la catena di montaggio funziona ancora cosi, il sindacalista fiom pone anche l’accento su alcune strategie aziendali, come ad esempio la diminuzione delle pause di lavoro che in realtà avrebbe la finalità di diminuire al massimo il dialogo tra operai.
Conclude lo spaccato con la figura del R.C.L. “quei lavoratori che dopo un tot numero di anni hanno dei problemi fisici………devono avere delle postazioni particolari, di solito li tolgono dalla catena……… la cosa più bella e’ che hanno messo fuori dallo stabilimento una sede …….. l’isola dei famosi, ci hanno messo rcl e tutti coloro che davano fastidio…… i sindacalisti piu’ arrabbiati……. hanno fatto una vecchia cosa che in fiat si faceva sempre …… i reparti punitivi……. serve da esempio, deve stare la’!”
Interessante la testimonianza di un parroco di Pomigliano che lamenta una totale assenza della politica nella tutela dei diritti inalienabili che essa dovrebbe garantire il che si è tradotto in tempo di crisi nel totale abbandono della situazione ai meccanismi economici e alle scelte imprenditoriali. Concludendo si chiede e ci chiediamo : “questa storia dei no e dei si ……. ma poi in fondo ti domandi non vogliono la stessa cosa? Non cercano da una parte la difesa del lavoro e dall’altra parte il bisogno che vengano riconosciuti i diritti…… chi ha creato questa spaccatura?”.
“Perche’ la guerra tra i poveri serve”
aggiunge Rossi, “certo” il parroco.
Gli stessi operai anch’essi intervistati la pensano come il parroco “………chi ha votato si, vuole assolutamente la produzione, la panda e l’investimento chi ha votato no, vuole assolutamente la produzione, la panda e l’investimento, ma semplicemente nel rispetto della costituzione” gli operai spiegano da dove verranno questi investimenti, circa 700 milioni, “abbiamo fatto noi -l’investimento- quest’anno non prendiamo il premio di produzione. se andiamo a fare quei conti i 700 milioni li abbiamo messi noi”.

Ultimo aspetto degno di nota è una lettera che Rossi trova camminando per strada, è una lettera degli operai Fiat polacca ” …. loro pensano che la gente non lottera’ per la paura di perdere il posto di lavoro ma noi siamo davvero arrabbiati………. ora stanno chiedendo ai lavoratori italiani di accettare condizioni peggiori, come fanno ogni volta che fanno capire che se non accetti di lavorare come uno schiavo qualcunaltro sara’ disposto a farlo al posto tuo ….. abbiamo sperato che i sindacati in italia lottassero….. per mostrare alla fiat che ci sono lavoratori disposti a resistere alle loro condizioni………. tutto questo non puo’ durare a lungo..noi dobbiamo unirci internazionalmente per i nostri interessi …….. lavoratori e’ ora di cambiare”.
Comunque la pensiate questo film offre una realtà, che và perlomeno confrontata con tutti gli altri aspetti che sono emersi nella vicenda tramite principalmente tv e giornali.
[five-star-rating]

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Laureato in Scienze Politiche settore politico internazionale conduttore radiofonico daniele0779@tiscali.it

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