Arte, cultura e spettacolo

Da Sammichele a Saint Vincent. Fabio Cici trionfa a “La Bella e la Voce”

Da Sammichele a Saint Vincent. Fabio Cici trionfa a “La Bella e la Voce”
Candido Marinelli

FABIO_CICIdi Candido Marinelli
Sammichele di Bari (Bari)
– Quando arrivai, era già lì ad aspettarmi. Si era sistemato all’interno del bar, lontano dai tavolini esterni, presi d’assalto in quel pomeriggio settembrino dalle temperature estive. Una scelta non da “Re”, pensai. Mi venne incontro sorridendo, cercando di mascherare l’imbarazzo del momento. “Ma siamo proprio sicuri?” chiese stringendomi la mano. Dov’è il “Re del Karaoke” dei titoli sui giornali? A vederlo così, si fa fatica a credere che Fabio Cici sia il vincitore dell’edizione 2015 di “La Bella e la Voce”, tenutosi ad Agosto a Saint-Vincent (AO). La vittoria del prestigioso concorso canoro, gli attestati di stima della giuria e i tanti complimenti sulle sue pagine social, non hanno influenzato il carattere di un ragazzo schivo e riservato per indole,ma da sempre a suo agio sul palco. “Quando canta si trasforma” le parole della ragazza che ci porta i caffè. Questa intervista è dedicata ai sognatori che hanno un talento da difendere, a tutti quelli che la corona non riescono proprio ad indossarla, neanche dopo aver vinto. Bisogna crederci, Fabio Cici ha dimostrato che Sammichele non è che sia così distante da Saint-Vincent…

Candido Marinelli : -Partiamo dall’inizio della tua avventura, come sei arrivato a rappresentare la Puglia sul palco della manifestazione canora “La Bella & la Voce”?
Fabio Cici : -Ho partecipato a un festival canoro qui in Puglia, il IX Festival Apulia, la cui finale si è tenuta il 4 agosto 2015 a Mottola. Ho vinto quel festival con il brano ‘’Sei la vita mia’’ di Mario Rosini e come premio, oltre ad una somma in denaro, c’era anche il pagamento da parte degli organizzatori dell’iscrizione al Festival nazionale ‘’La Bella e la Voce’’ di Saint Vincent . Senza pensarci due volte, quella sera confermai agli organizzatori la mia volontà di accettare la partecipazione al concorso nazionale. Così è iniziata questa ‘’avventura’’. Sono partito senza chiedere tante informazioni riguardo al Festival, non sapevo quale sarebbe stato il premio finale, non sapevo chi ci sarebbe stato in giuria a giudicarci; le uniche informazioni che ho chiesto sono state il giorno e l’orario preciso in cui ci saremmo dovuti presentare presso la Sala congressi del comune di Saint Vincent per iniziare le selezioni e l’albergo in cui avemmo alloggiato; il resto l’ ho scoperto pian piano una volta arrivato li. Questo perché volevo davvero godermi il tutto senza troppe ansie, troppe tensioni, troppe aspettative che spesso rovinano il ‘’momento’’. Non avevo grandi aspettative, non pensavo mica di uscirne vincitore.Alla fine invece sono ritornato a casa strafelice e con un’esperienza da custodire e dalla quale ripartire per un futuro chiamato ‘’musica’’.Per tutto questo non posso che essere riconoscente e ringraziare Carmine Franchini e tutto lo staff del Karapulia Band per avermi dato la possibilità di vivere questo ‘’sogno’’.

C.M.:- Quanto è stata “lunga” la notte precedente alla finale? Francamente, quante chance di vincere ti davi?
F.B.: -In realtà la sera prima della finale non sapevo ancora se avrei partecipato o meno alla finalissima del 29 agosto. Sono arrivato li a Saint Vincent il 27 agosto verso l’ora di pranzo, insieme a Giusy Cesareo [seconda classificata del IX Festival Apulia] e suo fratello Nicola [ grazie per aver condiviso con me questa avventura]. Dopo aver lasciato i bagagli in albergo ci siamo avviati subito verso il centro congressi del comune di Saint Vincent per affrontare le selezioni che ci avrebbero permesso di accedere alla finalissima del 29. Temevo che la mia voce risentisse delle undici ore di viaggio fatte, invece è andata meglio del previsto. Ho ricevuto giudizi e critiche abbastanza positive da parte dei giurati che mi hanno sollevato un po’ e mi hanno permesso di godermi a pieno i due giorni successivi. I risultati delle audizioni ci sono stati resi noti solo il sabato mattina, quindi il giorno della finale; non nascondo che ero ottimista sul fatto di poter raggiungere la serata finale. Un conto è credere di poter conquistare la finalissima, un altro conto pensare di poter portare a casa la vittoria. Non ci ho pensato o forse non ci ho voluto pensare. Ed è solo grazie a questo ‘’non pensarci’’ che l’esperienza vissuta è stata favolosa, perché ho vissuto ogni attimo come un ‘’regalo’’ inaspettato.

C.M.:- Hai vinto cantando la canzone più celebre del cantante e musicista pugliese, Mario Rosini , “Sei la vita mia”. Una scelta coraggiosa, una canzone forse poco nota, ma sicuramente complicata da interpretare per l’impatto emotivo delle sue parole. Come è nata questa scelta? Secondo te, quanto è importante per un interprete, immedesimarsi nel testo di una canzone?
F.B.: – Ho scelto di portare al concorso di Saint Vincent ‘’Sei la vita’’ del nostro conterraneo Mario Rosini, la stessa canzone che mi ha permesso di vincere il IX Festival Apulia. È vero è stata una scelta coraggiosa, un pezzo che non avevo mai presentato in nessun altro concorso fino ad ora, nuovo anche per me. Però la canzone mi ha colpito sin dal primo momento in cui l’ho ascoltata al Festival di Sanremo del 2004. Mi è servito tempo per poterla rendere mia. Sono un interprete, credo che per poter cantare una canzone che racconta il vissuto e le emozioni di chi le ha scritte, si debba lavorare molto per ottenere buoni risultati. Il canto è passione e come tale deve essere trattato. Credo che sia impossibile cantare ciò che non si ama. Io passo ore a leggere il testo, se dopo ore a leggerlo e rileggerlo non riesco proprio ad apprezzarlo, cambio canzone. Non fa per me. Ma se invece statta la scintilla, la magia vien da se. Come per l’amore. La voce si modula in modo appropriato, gli sguardi,i movimenti,sono specchio del nostro stato d’animo.Non si può recitare o fingere, bisogna sentirla dentro l’emozione che vogliamo trasformare in suoni e indirizzarla a chi ci ascolta. Cerco di coinvolgere il cuore nella mia esibizione, sempre. Questo è quello che che ho imparato in tutti questi anni, visto che non ho mai studiato canto, ho virato le mie attenzioni sull’interpretazione del pezzo.

C.M.:- Trenta anni , io lo so, canti da sempre e la musica ha avuto un ruolo importante nella tua vita. Forse ti è mancato il coraggio di buttarti nella mischia, forse hai avuto bisogno di più tempo per credere nel tuo talento o forse per chi nasce in un paesino di periferia del Sud, la strada per realizzare i propri sogni è più ripida. Ed ora, che si fa? Come vedi il tuo futuro? Non credi che sia tempo di fare uscire dal cassetto tutti i tuoi sogni?
F.B.:- La musica non è mai mancata nella mia vita, è una delle poche cose che mi fa stare davvero bene. Quindi non saprei vedere un futuro senza di essa. In tutti questi anni ho fatto tantissime esperienze, serate, musical, matrimoni, concorsi, che mi hanno permesso di crescere piano piano sotto tanti aspetti. Ho ancora tantissimo da imparare, ma tanto veramente, adesso credo sia arrivato il momento giusto per iniziare a pensare a qualcosa di più concreto. Non ho mai scommesso tanto su me stesso , la poca stima nei miei confronti è stata la zavorra che non mi ha permesso, forse, di spiccare il volo. Adesso non è che abbia rivalutato completamente il giudizio che ho di me stesso, però vado avanti con una maggiore stima in quello che faccio rispetto a prima. Quest’estate ho partecipato a tre concorsi canori e li ho vinti tutti e tre, ricevendo parecchie critiche positive da parte di tantissime persone, anche importanti nell’ambito musicale. Quindi anche se ancora leggermente scettico sulle mie potenzialità, tutti questi giudizi, queste vittorie, hanno potenziato in me quella convinzione che della musica non ne posso e non potrò mai farne a meno. Per il futuro sono aperto ad accettare e prendere in considerazione qualsiasi tipo di ‘’occasione’’ che la vita mi voglia regalare.

C.M.:- Sabato 26 settembre, in occasione della 49° Sagra della Zampina, ti esibirai davanti i tuoi concittadini. Hai già avuto modo di esibirti a Sammichele di Bari e ringraziare l’affetto che in questi giorni ti hanno dimostrato. Eppure credo che l’esibizione di sabato non sia come le altre, il palco della Sagra, resta, la vetrina più importante del nostro paese. Come lo vivrai?
F.B.: – Mi hanno invitato ad aprire la serata di sabato 26 settembre cantando un paio di pezzi prima dell’esibizione del gruppo principale. Anche se ho già avuto modo di esibirmi di fronte ai miei concittadini in altre due occasioni da quando sono tornato, credo che quella di sabato avrà un impatto emotivo differente. Anche se per pochi brani, poter cantare durante la Sagra che ha reso il nostro paese importante e conosciuto ovunque qui in Puglia e non, mi riempie d’orgoglio e spero di poter ricambiare a pieno, la fiducia gentilmente offertami dal comitato della sagra che ringrazio per il pensiero avuto.

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