Cronaca

Due parole, con Michele Rizzi, sui fatti di Roma del 15 Ottobre

Due parole, con Michele Rizzi, sui fatti di Roma del 15 Ottobre

di Daniele Di Lella
Ad una decina di giorni dalla manifestazione romana che tanto ha fatto discutere abbiamo incontrato il coordinatore regionale di Alternativa Comunista Michele Rizzi per fare due chiacchiere su quella giornata e capire le conseguenze a cui può portare:



1

D – Tu sei stato a Roma sabato come è andata la manifestazione? quando hai avuto il sentore che una minoranza generalmente definita “black block” ha cominciato a turbare una manifestazione che è stata pacifica?
R – “Io ho partecipato allo spezzone di nazionale di Alternativa comunista, aderendo alla manifestazione nazionale, ma non al programma dei “5 punti” che abbiamo ritenuto essere parecchio arretrato e di matrice socialdemocratica e non adatto a dare una risposta necessaria alla crisi capitalista che viene fatta pagare a lavoratori, precari ed immigrati. Detto questo, anche da testimonianze uscite su vari organi di stampa, sicuramente ci sono state infiltrazioni, non direttamente legate a pseudo anarchici che credono di abbattere il capitalismo sfasciando delle vetrine. Comunque, si tratta di modalità viste anche al G8 di Genova e di cui non mi meraviglio affatto.”

2
D – Un servizio d’ordine adeguato avrebbe evitato il vandalismo?
R – “Noi siamo sempre stati per un servizio d’ordine per i cortei per evitare ogni tipo di infiltrazione e di provocazione.”

3
D – Alemanno ha deciso di vietare nei fatti per un mese le manifestazioni a Roma riconoscendo solo la possibilità di sit in e azioni simili, che ne pensi?
R – “Una delle conseguenze degli eventi di Roma è stata proprio questa, ossia la diminuzione degli spazi di manifestazione e di espressione del conflitto sociale. Alemanno è all’interno di questa logica. Circoscrivere, anche in una piazza soltanto, il dissenso organizzato verso le politiche capitaliste di attacco ai diritti dei lavoratori.”

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D – Maroni ha riferito in parlamento sui fatti di Roma ipotizzando tutta una serie di misure che nei fatti limiterebbero il diritto costituzionale di manifestazione quale è la posizione di alternativa comunista?
R – “Siamo in feroce opposizione alle misure repressive che saranno predisposte da Maroni e dai suoi alleati, in tal senso, del centrosinistra (le dichiarazioni di DiPietro, poi parzialmente ritrattate, sono un esempio). Come in tutti i paesi, e anche per timore del propagarsi dell’ondata rivoluzionaria che va dalla Grecia ai paesi arabi, i governi capitalisti (incluso quello italiano) uniscono attacchi ai diritti dei lavoratori a misure di repressione del loro dissenso. Questa nuova Legge Reale (o come la chiameranno) ha proprio questa funzione.”

5
D – In linea di continuità con il 14 dicembre il giorno dei “responsabili”, si è assistito anche sabato ad una dinamica sul piano nazionale simile, fiducia, manifestazione con minoranze turbolente giorno dopo protesta delle forze di polizia per i tagli del governo non la trovi una situazione singolare?
R – “Un governo in crisi politica e la polizia che dopo aver caricato i manifestanti a Roma, chiede più soldi per reprimere meglio i conflitti sociali, con tanto di manifestazioni locali e provocatorie richieste di un contributo di un euro ai cittadini che avrebbero dovuto solidarizzare con loro. D’altronde, anche le forze di repressione sono ben conscie che per fronteggiare meglio l’incazzatura dei lavoratori e dei soggeti più colpiti dalla crisi, occorrono più forze e più soldi, per la sicurezza (quella si) del sistema in crisi.”

6
D – Personalmente la penso diversamente, cioè alla fine le forze di polizia in piazza sono spesso dei ragazzi come i manifestanti e che tutto volevano tranne che essere lì presenti e le loro rivendicazioni sono dettate spesso da mancanze di fondi legate alle spese della quotidianità del loro lavoro.
E’ ormai chiaro che la crisi è una conseguenza di un fallimento del sistema economico, ciò provato dal fatto che la manifestazione è stata mondiale, ma al di là di questo ci sono a tuo avviso anche delle responsabilità del nostro governo?
R – “La crisi è quella del capitalismo e conseguentemente anche dei suoi governi che siano di centrosinistra o di centrodestra. Non c’è una soluzione socialdemocratica, come da sempre propugnata dalle sinistre governiste (in Italia, Sel e Prc), perchè il sistema è profondamente in crisi e da solo risposte nettamente antipopolari, andando ad intaccare diritti dei lavoratori conquistati con le lotte ed il sangue e creando milioni di disoccupati in tutto il mondo. Il governo Berlusconi, con tutte le sue crisi e contraddizioni, è un pezzo dello scacchiere mondiale capitalista. Il prossimo governo che lo sostituirà che sarà presumibilmente di centrosinistra, rappresenterà un altro pezzo, sempre però dello stesso scacchiere antipopolare ed antioperaio che farà altre finanziarie di lacrime e sangue.”

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D – Voi di Alternativa comunista cosa proponete?
R – “Alternativa comunista è una forza politica anticapitalista e rivoluzionaria. Rompemmo nel 2006 con Rifondazione comunista perchè loro andavano al governo con Prodi e svendevano gli interessi dei lavoratori sull’altare del governismo che all’attuale segretario del prc, Ferrero, fruttò una poltrone ministeriale, a Bertinotti, la poltrona della camera, mentre ai lavoratori la controriforma delle pensioni e leggi antioperaie, agli immigrati la legge razzista Amato-Ferrero e al popolo afghano, la continuazione della guerra imperialista. Avevamo ragione noi. Come adesso siamo l’unica forza politica in Italia e nel mondo con la Lit (Lega internazionale dei lavoratori) a dire che il capitalismo ha fallito con i suoi governanti e che debbono andarsene per un governo mondiale dei lavoratori, che per noi è socialista. D’altronde, le tante rivoluzioni che ci sono in questi mesi dimostrano che la misura è colma e che le masse popolari non sono più disposte a farsi sfruttare ed opprimere.”

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D – Come è stata trattata da un punto di vista mediatico la manifestazione nei giorni successivi?
R – “Nel modo in cui è stata vista da tutti e tale da far supportare misure repressive creando l’indignazione popolare verso vetrine rotte o maddonnine lanciate per aria, come se si potessero equiparare atti infantili di sfasciavetrine pseudo anarchici alle violenze quotidiane dei capitalisti e dei loro governi che creano milioni di disoccupati, precarietà e guerre nel mondo. Per questo ci sono ragazzi arrestati quel giorno che rischiano dai 3 ai 15 anni di carcere e di cui si ha anche una testimonianza di una donna alla finestra che osservava gli eventi che non avrebbero commesso alcunchè. Uno di questi, Valerio Pascali di Lecce, lo conosco molto bene, come da sempre dedito alla lotta politica per i diritti degli immigrati e per la scuola pubblica. Il resto è solo un tentativo chiaro di repressione preventiva del conflitto sociale con la costruzione di castelli accusatori che fanno ridere. Anche per questo vanno liberati subito.”

Grazie Michele alla prossima

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Laureato in Scienze Politiche settore politico internazionale conduttore radiofonico daniele0779@tiscali.it

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