Arte, cultura e spettacolo

Crazy Clown Time. E’ tempo di David Lynch

Crazy Clown Time. E’ tempo di David Lynch

di Maria Curci 
E’ uscito da qualche giorno, precisamente l’8 di novembre, l’album solista dell’americano David Keith Lynch, al secolo David Lynch, il regista di Eraserhead, Velluto Blu, Mulholland Drive, Dune, noto anche per la celebre serie televisiva trasmessa agli inizi degli anni ’90, Twin Peaks, opere filmiche queste che hanno fatto conoscere al grande pubblico il tipico marchio lynchiano a metà strada tra il surreale, l’onirico, il noir e qualche tocco di psichedelia.

Mister Lynch è uno di quei artisti completi che non si limita a esprimere la sua vena creativa solo attraverso i film ma anche mediante la scrittura, la scultura, la fotografia, la pittura e naturalmente la musica.

Crazy Clown Time, tuttavia, non segna il primigenio debutto del Nostro nel mondo delle sette notte poiché già da tempo è solito mettere il suo estro creativo a disposizione di altri colleghi artisti/musicisti o dei suoi stessi lungometraggi, di cui si cura di provvedere personalmente alla colonna sonora.

Il disco, registrato nel suo studio losangelino di Mulholland Drive, a detta dello stesso geniale regista di Missoula, è stato ispirato da vari generi musicali: indie, blues, rock, folk e soprattutto elettronica ma anche, al contempo, dal lavoro col suo storico collaboratore Angelo Badalamenti (sua fu la colonna sonora della serie Twin Peaks).

L’album contiene 14 pezzi: si spazia dalle atmosfere dark di Crazy Clown Time, che dà il titolo all’opera discografica, alla rockeggiante Pinky’s Dream in duetto con la vocalist dei Yeah Yeah Yeah, Karen O, dal sound piuttosto “slowly” di Movin On alla vagamente dylaniana These Are My Friends, passando per le venature blues di I Know fino ad arrivare all’electro dance di Good Day Today.

Un album, in definitiva, nel tipico stile del regista, uno stile tra il palindromico e l’enigmistico in cui spesso si diverte a sparigliare le carte allo spettatore/ascoltatore con immagini evocative, chiaroscuri, citazioni, pennellate improvvise, e dove spicca sovente la sua voce filtrata da sintetizzatori.
Un buon regalo di Natale per chi bazzica, apprezzandolo, il genere lynchiano e, in generale, per i buongustai musicali.

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