Cronaca

Shawna Forde: sentenza definitiva di condanna a morte.

Shawna Forde: sentenza definitiva di condanna a morte.

E’ stata condannata a morte ieri il leader attivista dell’associazione “Minutemen American Defense“, Shawna Forde.
Da anni impegnata nella lotta all’immigrazione, clandestina e non, con metodi che hanno fatto discutere l’opinione pubblica e con modalità che hanno rievocato una sorta di apologia del nazifascismo.

Lo stato dell’Arizona, confinante con il Messico, da anni è oggetto di immigrazioni difficili da controllare, ma ciò non è stato sufficiente a giustificare un’ associazione criminale che ben poco aveva a che fare con l’attivismo per il controllo della immigrazione e che invece agiva per ben altri scopi.

Ed infatti a prescindere dalla organizzazione di appartenenza, la Forde, è stata condannata alla pena capitale per essersi resa responsabile, a quanto emerge dalla sentenza di condanna, della morte di un giovane di 29 anni (Raul Flores) e della figlia di anni 9 (Brisenia Flores) e del tentato
omicidio della moglie del ventinovenne (Gina Marie Gonzalez), madre della bambina, avvenute tutte durante l’invasione subita dalla famiglia il 30 maggio del 2009 da parte degli attivisti capeggiati dalla Forde, in casa delle vittime.
Dalla registrazione ad una telefonata al 911, servizio di emergenza, emerge quanto segue:

Gonzalez: “Mi hanno sparato e ho finto di essere morta. Mia figlia piangeva, hanno fatto fuoco anche su di lei.”
Operatore: “Sono ancora lì, le persone che, che vi hanno sparato?”
Gonzalez: “Stanno tornando in casa! Stanno tornando!” (Colpo di arma da fuoco.)

I legali della Forde avrebbero sostenuto nelle loro tesi difensive, che la Forde capeggiò l’invasione e la violazione della proprietà privata perché credeva che Flores fosse un trafficante di droga con molto denaro contante in casa.
Per questo mirava solo ed esclusivamente ad appropriarsi dei soldi per finanziare il suo gruppo della protezione delle frontiere, Minutemen American Defense, hanno detto i suoi procuratori.

Cercando, per quanto più è possibile, di non sollevare polemiche sul delicato tema della questione “pena capitale si, pena capitale no”, errore giudiziario, etc. è da segnalare che la notizia di oggi sta facendo comunque infervorare il mondo delle organizzazioni non governative e delle associazioni filantrope, a livello mondiale, che si occupano del tema.

E pensare che in Italia il massimo edittale previsto dal codice penale per omicidio è l’ergastolo, ma ce la si può cavare tranquillamente con 21 anni… e spesso anche meno!

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