Cronaca

Intervento: Il punto della situazione giudiziaria

Intervento: Il punto della situazione giudiziaria

di Leonardo Rinella

In attesa della riforma epocale della giustizia voluta da Berlusconi (se mai sarà attuata) le carceri sono sovraffollate ed offrono condizioni di vita ai detenuti assolutamente non degne per una persona umana; la polizia penitenziaria lamenta questo sovraffollamento che, in relazione al loro organico, desta non poche preoccupazioni ed espone e notevoli pericoli chi in quell’ambito lavora; ogni giorno in tutti gli uffici giudiziari si prescrivono migliaia di processi anche per reati gravi e che destano allarme sociale.

Ma se qualcuno si azzarda ad invocare un’amnistia è immediatamente insultato da destra e sinistra come un disfattista e come uno che vuol favorire l’incremento della criminalità. Ed allora vogliamo provare a ragionare, tutti, destra e sinistra, insieme.

E’ indubbio che allo stato attuale, con gli organici di magistrati e funzionari in servizio e con i mezzi tecnici a disposizione sempre più scarsi, per i risparmi cui è costretto uno Stato dissestato, che sopporta però le spese ingenti di militari all’estero, non tutti i processi si riescono a celebrare e molti reati si estinguono per intervenuta estinzione.

Ed allora, di grazia, preso atto che per molti reati non interverrà una condanna che cosa è meglio: che sia il legislatore a scegliere quei reati meno gravi per i quali rinunciare alla pretesa punitiva con un’amnistia o che invece l’estinzione avvenga per reati ai quali i magistrati decidono di non dedicare la loro attenzione per carenza assoluta di tempo sufficiente? Con la rilevante differenza che mentre, introdotta l’amnistia, sarà sufficiente,per chiudere i relativi processi un piccolo provvedimento in camera di consiglio del magistrato, senza dispendio di energie e senza sopportare spese, la prescrizione interviene al termine di lunghi e costosi processi con l’impegno inutile di forze di polizia e di magistrati, spesso in diversi gradi del giudizio.

Credete che si favorisce la criminalità se si sceglie di non procedere per reati di nessun allarme sociale, come le migliaia di contravvenzioni ancora penalmente rilevanti, le ingiurie e le minacce intervenute in liti da cortile, i furtarelli di ladruncoli di poco conto o le frodi in commercio di chi vende borse false a chi acquista nella piena consapevolezza che gli articoli sono falsi senza che alcun danno possa intervenire per le case costruttrici visto che mai nessuno che vuole una borsa Witton, Gucci, Armani, ecc., vera si  recherà, per l’acquisto alla bancarella di un povero extracomunitario.

So bene che la gran massa di parlamentari non sono in grado di capire la semplicità del mio discorso, ma in  Parlamento ci sono anche giudici ed avvocati che sicuramente sono in grado di spiegare ai loro colleghi che un’amnistia non produce quei danni che la propaganda populistica di destra e sinistra va  sventolando.

Certo, subito dopo l’amnistia qualcuno si dovrà pure preoccupare di costruire nuove carceri, di depenalizzare molti reati e soprattutto di introdurre nuove sanzioni alternative al carcere.

Ma una vera riforma della giustizia sarà valida se seguirà queste linee guida e non se mirerà solo a varare provvedimenti che puniscano i magistrati, rei di voler celebrare processi anche quando per avventura imputato sia il Presidente del Consiglio.

(Leonardo Rinella, Procuratore Generale Onorario della Cassazione.)

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