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Radicali e amnistia, la nuova battaglia.

Radicali e amnistia, la nuova battaglia.
Redazione

Marco Pannella, politico e giornalista italiano di 81 anni, radicale, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, nonviolento e gandhiano, ha intrapreso di recente una forma di protesta per sensibilizzare l’opinione pubblica su questioni legate all’amnistia in Italia.
Come già avvenuto in passato, lo sciopero della fame e della sete intrapreso dal leader dei radicali per attrarre l’attenzione del grande pubblico degli elettori, su questioni di grande rilevanza sociale, non ha però questa volta sortito il suo effetto in quanto Pannella, che si astiene dal mangiare dal 20 aprile, ha solo di recente ottenuto l’esito prestabilito di riuscire a richiamare interessamento di giornali e televisioni sulle questioni di cui egli si fa portavoce oltre che nei confronti delle sue, ben più attualmente rilevanti, condizioni di salute.
La battaglia dei radicali si prefigge di portare a conoscenza dei cittadini la questione delle attuali indecenti ed inumane condizioni di molte carceri italiane, dovute al sovraffollamento delle stesse.
Secondo Pannella, lo Stato italiano, non essendo in grado di realizzare nuovi penitenziari dovrebbe rassegnarsi ad individuare un sistema di pene alternative alla detenzione per risolvere il problema delle carceri gremite all’eccesso.
E’ bene ricordare che l’amnistia, causa di estinzione tanto della pena quanto ben più silenziosamente del reato, consiste nella rinuncia da parte dello Stato ad esercitare la pretesa punitiva nei confronti del responsabile della condotta antigiuridica; in altre parole, del condannato.
Questa generalizzata pratica di clemenza è originariamente ispirata a ragioni di opportunità politica e pacificazione sociale, ma soprattutto di regola, quando applicata, indirizzata nei confronti di quelle situazioni di reati di minor rilevanza forse proprio per scongiurare il rischio di non riuscire ad ottenere una risocializzazione del detenuto nell’ipotizzabile caso in cui questo si verifichi.
Purtroppo a volte, lo strumento dell’amnistia, degenera dalla sua nobile ragione ispiratrice in quella di strumento di periodico sfoltimento delle cause pendenti e delle carceri. L’indulto, diversamente, estingue la pena ma non contemporaneamente anche il reato eventualmente commesso.
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