Arte, cultura e spettacolo

Silvio forever

Silvio forever

di Daniele Di Lella
Qualche mese fà è uscito nelle sale ” SILVIO FOREVER ” un film di da Roberto Faenza e Filippo Macelloni. Subito dopo aver appreso la notizia ho cercato un cinema che lo proiettasse, ma stranamente, in tutta Bari, o la notizia dell’uscita non era arrivata, o nessuno aveva interesse a proiettarlo. Dopo una rapida ricerca su internet ho scoperto che l’unico cinema in cui potevo andare a vederlo era addirittura a Santo Spirito. Ho desistito e aspettato l’uscita in dvd.

SILVIO FOREVER è una vera e propria biografia dell’ attuale presidente del consiglio dei ministri, non autorizzata, ma costruita con un collage di documenti filmati, audio, e altro tutti originali del presidente stesso.

Si realizza una tensione tra due punti di vista radicalmente opposti, da un lato il successo in ogni campo dalla politica al calcio, dalla televisione alle costruzioni e chi più ne ha più ne metta, di una persona che tra l’altro deve far fronte ai continui attacchi che gli arrivano da più parti, dall’altro i sospetti e le accuse; lasciando allo spettatore la scelta di approfondire e eventualmente scegliere da che parte stare.
La sensazione che si ha durante tutto il film riguardo agli interventi che riguardano il Presidente, è che a prevalere, al di là della cronaca, è l’ambito propagandistico delle dichiarazioni, delle azioni, dei singoli gesti, dei colori. E’ come se tutto fosse preconfezionato, prestabilito.
Il film entra nel vivo, dopo una breve introduzione deidcata alla gioventù del premier, con la strepitosa ascesa nel mondo dei costruttori, con Milano 2 e 3, l’ascesa televisiva con le tre reti, la cavalcata trionfale del Milan preso dal nulla e divenuta la squadra più forte al mondo, la discesa in campo e la straordinaria vittoria di Forza Italia prima e del popolo della libertà poi. Tutto questo inframmezzato da note di colore come il famoso Mausoleo di Arcore dove il presidente vuole tra l’altro ospitare i suoi più stretti amici, la storia d’amore poi conclusasi nel matrimonio con Veronica Lario e quindi l’importanza della famiglia. Una vita da numeri uno una vita di serie A.

Ma su ognuno di questi avvenimenti , nel film -comunque molto abbottonato- c’è una testimonianza, un’avvenimento di segno opposto, per esempio in ambito politico gli attacchi di Bossi, il quale dice di Berlusconi:”…. è una persona gradevole e simpatica, tanto piu’ simpatica sapendo che tutto quel che dice non e’ vero“, sempre Bossi “…un grande imprenditore viene in prima persona a gestire la politica saldando in sè gestore e beneficiario“, attacchi che vengono anche fatti per mezzo del giornale di partito LA PADANIA questo prima dell’attuale amore tra i due di durata ormai pluridecennale. Sempre nell’ambito politico Indro Montanelli afferma “….. l’intenzione dichiarata a me… io debbo andare andare a difendere i miei interessi” viene riproposto uno stralcio della famosa intervista a Travaglio di Lutazzi in Satyricom, Travaglio autore del libro “l’odore dei soldi” si chiede da chi abbia ricevuto le valanghe di miliardi. Si arriva ai giorni nostri con il divorzio, le feste con relative intercettazioni ormai note a tutti.
Il film risulta a volte abbottonato ma per dirla alla Moretti ne “IL CAIMANO” : “tutti sanno già tutto…… chi voleva sapere sà, poi chi non vuole capire… cosa vuoi informare di più si sà tutto………. Buona visione
[five-star-rating]

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2 Comments

  1. Nicola

    10 giugno 2011 at 10:05

    Ma c’era bisogno di una recensione 3 mesi dopo l’uscita del film? E poi scrivere di Berlusconi non è diventato noioso, almeno quanto leggerlo?

  2. Pingback: Silenzio, si ruba! |

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Laureato in Scienze Politiche settore politico internazionale conduttore radiofonico daniele0779@tiscali.it

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