di Nunzia Schiavone
Oggi viviamo in un’ epoca invasa e ferocemente soppressa dal codice iconico con particolare riguardo al linguaggio delle immagini televisive che condanna il tramonto della scrittura sotto l’incalzare dei linguaggi massmediatici; l’epoca in cui viviamo, del sempre nuovo, del mutevole e del proteiforme ci condanna inoltre all’oblio lacerante del passato, delle tradizioni, e troppo spesso della propria storia di vita. È possibile invertire queste brutali linea di tendenza?
Costruire alternative che svelino e condannino l’anoressia culturale pare sempre più difficile, eppure nel nostro paese esiste una realtà che coltiva ancora il sogno di costruire un’ umanità intellettualmente più libera che sa riconosce il valore della memoria storica e personale e che combatte le molteplici forma di omologazione sociale e culturale.
Si tratta della la Libera Università dell’Autobiografia, associazione culturale senza fini di lucro fondata nel 1998 ad Anghiari, piccolo comune nella provincia di Arezzo inserito fra i Borghi medioevali più belli d’Italia, dal prof. Duccio Demetrio, studioso di autobiografia nella formazione degli adulti dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e Saverio Tutino, organizzatore dell’Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano. La Libera Università dell’Autobiografia oltre ad approfondire lo studio del metodo autobiografico propone corsi, seminari, laboratori e soprattutto una “scuola biennale” di formazione a cui partecipano numerosi da ogni parte di Italia. Ma quali le ragioni che hanno favorito l’interesse verso la narrazione autobiografica?
L’autobiografia fino a qualche anno fa era considerata solo un genere letterario, oggi la si riconosce come la risposta ad uno dei bisogno più profondi dell’uomo: quello di raccontarsi e di fare memoria. Fin dall’antichità infatti l’uomo ha avvertito il bisogno di fissare la propria esperienza, non solo nel tentativo di vincere la caducità della sua esistenza, ma anche per riflettere sul proprio vissuto, comprenderne il senso ed acquisire nuovo slancio vitale.
La scrittura costituisce lo strumento attraverso cui dar voce al racconto di sè ma soprattutto essa svolge una funzione maieutica che consente di emanciparsi nelle situazioni difficili dell’esistenza ma anche di metterne a fuoco i momenti di bellezza e di felicità; tale dispositivo consente inoltre di sollecitare una “ri-creazione del proprio e dell’altrui pensiero” . Scrivere consente dunque non solo di prendere in mano i propri ricordi e di ridefinire la geometria della propria esistenza ma soprattutto di sottrarsi ai grandi rischi dell’appiattimento e dell’omologazione; la scrittura infatti è sviluppo del pensiero, produzione di idee, di narrazioni, di legami sociali.
Dal 1 al 4 settembre 2011 nel paesello in provincia di Arezzo si terrà il Festival dell’Autobiografia, un’ occasione per promuove l’arte del narrare se stessi e per condividere riflessioni con coloro che a vari livelli si occupano di narrazione di Sé: esperti in metodologie autobiografiche, autobiografi, scrivani e biografi di altrui storie di vita. Si tratta davvero di una ghiotta occasione per ascoltare esperienze, progetti, novità, proposte e presentazioni di libri; è prevista infine la possibilità di partecipare ad alcuni laboratori.
Risorsa esterna:
Libera Università dell’Autobiografia
Il festival costituisce dunque, un’ occasione preziosa per elogiare un linguaggio quale la scrittura, sempre più marginalizzato e di cui è necessario riscoprirne il valore e le molteplici valenze.

Presentazione ufficiale del libro di Domenico De Santis, sabato 18 maggio presso libreria Coop di piazza Castello a Torino" />La sinistra che vota Grillo Presentazione ufficiale del libro di Domenico De Santis, sabato 18 maggio presso
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