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Prosa e poesia alla Feltrinelli: Michele de Virgilio e Claudio Santovito cercano l’incontro tra i due stili.

Prosa e poesia alla Feltrinelli: Michele de Virgilio e Claudio Santovito cercano l’incontro tra i due stili.
Redazione

di Redazione
Da sempre la poesia suscita ammirazione, così come un romanzo suscita curiosità. Unire i due stili significa creare un mix di sensazioni positive. Ed è quello che sono riusciti a fare lunedì scorso, presso la Feltrinelli di Bari, due giovani autori pugliesi esordienti, Michele de Virgilio (autore della raccolta di poesie “Ho visto uomini cadere”) e Claudio Santovito (autore del giallo ambientato a Bari “Tempo da dimenticare”).

L’incontro è stato vivace ed interessante: all’introduzione dell’editore di Sentieri Meridiani (Foggia) Michele Vigilante, è seguita la profonda e calzante esegesi del Prof. Daniele Maria Pegorari (docente di Letteratura Italiana Contemporanea e Sociologia della Letteratura all’Università di Bari), direttore della collana “Le diomedee” nella quale rientrano entrambe le opere.

La peculiarità della presentazione – oltre all’incrocio di due registri stilistici diversi – è coincisa soprattutto nell’interazione sapiente e misurata dei due autori.

Santovito ha letto alcuni versi di de Virgilio, concentrandosi su poesie legate al tema del tempo e della vita (“Una vita piena” e “Quando sarò vecchio”), per poi passare a tematiche più attuali (“Lampedusa”) o ispirate all’esperienza universitaria e professionale del poeta (“Attenzione ai leoni”), tutte commentate dall’autore.

Quindi, dopo un commento riguardo le caratteristiche principali del proprio romanzo, in cui Santovito, citando Shakespeare, ha rivelato un’ispirazione nei confronti del grande drammaturgo, de Virgilio ha omaggiato il pubblico di qualche brano di “Tempo da dimenticare”, soffermandosi in particolar modo sui passi connessi al tema del tempo, ma soprattutto su quelli in cui emerge l’ambientazione barese.

Dopo un interessante dibattito finale e dopo aver soddisfatto la curiosità dei molti presenti, i due autori si sono simpaticamente congedati leggendo – a turno – un elenco di “dieci motivi per i quali è meglio scrivere una poesia piuttosto che un romanzo e viceversa”.

Il pubblico ha gradito la sorpresa finale, sottolineando con molti applausi divertiti ogni singola voce dell’ elenco.

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