Cronaca

La Apple perde Steve Jobs

La Apple perde Steve Jobs

di Antonella Lobraico
A Palo Alto – California, si è spento, il cinque ottobre, Steve Jobs. L’ ideatore della Apple, appena cinquantaseienne, lascia dietro di sé un immenso vuoto, difficilmente colmabile. 
Ricordato con affetto non solo dai suoi cari, ma da tutti coloro che gli erano vicino e lo seguivano, al grande “visionario” era stato diagnosticato un tumore al pancreas nel 2004.
Nonostante la malattia, Jobs era rimasto al timone della Apple, presentando di volta in volta i nuovi prodotti attraverso veri e propri show.
L’ attenzione non poteva non ricadere sulla sua magrezza e i suoi lineamenti sempre più “essenziali” che destavano preoccupazione, fin quando, due mesi fa è stato costretto a lasciare la guida della Apple affidandola a Tim Cook, il quale il quattro ottobre scorso, aveva presentato l’ I phone 4S senza Jobs.
Ma chi era Steve Jobs? Inizia lavorando come tecnico alla fabbrica di videogames Atari, fin quando nel 1976 fonda con Steve Wozniack la Apple computer, dopo aver progettato il primo computer nel garage della casa di Steve.
Di li a qualche anno la Apple lancerà il Macintosh e comprerà gli studi di animazione di George Lucas. Nascerà la Pixar che darà vita ad alcune delle più famose pellicole d’animazione, quali “Toy story”, “Alla ricerca di Nemo”,”A bug’ s life, interamente prodotte a computer. Di qui arriviamo alla nascita dell’ iPod, dell’ iPhone con successivi modelli. Un grande uomo che ha dato un enorme contributo non solo rivoluzionando il mondo digitale, ma anche “toccando” i cuori dei giovani affinchè abbiano il coraggio di seguire il proprio cuore e la propria intuizione, “loro sanno cosa volete diventare”. “Dovete trovare quel che amate” suggeriva Jobs, negli affetti e nel lavoro, giacchè “l’ unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate”.
Non bisogna accontentarsi, né fermarsi finchè non si è trovato ciò che si cerca. Chiedersi “se oggi fosse l’ ultimo giorno della mia vita vorrei fare quello che sto per fare oggi?” può essere di aiuto per compiere le più grandi scelte e lì dove non siamo soddisfatti, darci da fare per cambiare. In un momento come questo, in cui la crisi e la precarietà colpisce giovani e non, non c’ è miglior messaggio che colpisca a ciel sereno e che il fondatore della Apple  ha consegnato non solo agli studenti di Stanford, ma a tutti: “siate affamati, siate folli”.
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Laurea magistrale in Lettere - Scienze dello spettacolo e produzione multimediale presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro", appassionata di cinema, scrive recensioni, critica cinematografica, mostre e iniziative culturali. Collabora in qualità di redattrice con le testate giornalistiche "Il Corriere delle Puglie" e "Made in Italy Notizie".

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