di Claudio Santovito
Il fatto di essere una compagnia aerea lowcost (sebbene di vertice) non autorizza ad assumere atteggiamenti e decisioni altrettanto a basso costo.
Tralasciando le mirabili trovate del boss della Ryanair, Michael O’Leary, – mirate ad abbassare i costi dei biglietti – come ad esempio quelle di rimuovere uno dei due piloti, affidarsi al pilota automatico e addestrare uno degli assistenti di volo ad assumere il comando dell’aereo in caso di emergenza, oppure rimuovere una delle tre toilettes di bordo per far spazio ad altri sei posti, o ricorrere all’overbooking (prenotazioni superiori al numero effettivo di posti), o ancora la possibilità, almeno sulle tratte brevi, di poter viaggiare in piedi, nell’ultimo mese la compagnia irlandese ha lasciato a desiderare in almeno due situazioni.
Andiamo con ordine. Secondo quanto riportano le cronache di molti blog e di molte, note e meno note, testate giornalistiche nazionali ed estere qui di seguito elencate: Travelblog, Daily Mail, Irish Central, Indipendent, Il Secolo XIX, Corriere della Sera, Esclusivista, Calciomercato etc., il 29 Settembre 2011, sul volo Londra Stansted-Riga, con 200 passeggeri a bordo accade che: prima della partenza, i passeggeri osservano, filmano e fotografano due tecnici intenti a riparare il finestrino pilota con del nastro adesivo. L’aereo decolla, ma dopo venti minuti ritorna alla base per lo stesso problema, cioè “un vetro danneggiato in un volo precedente” il cui intervento con il nastro adesivo era stato compiuto come “precauzione aggiuntiva”.
Il rischio di un distaccamento del vetro, oltre a risucchiare il pilota all’esterno, avrebbe potuto avere come conseguenza la compromissione dell’assetto di volo dell’aeromobile.
Sabato 15 Ottobre, come da cronaca riportata anche da altra autorevole fonte giornalistica (Gazzetta del Mezzogiorno), invece, altro intoppo. Aeroporto di Bari Palese, volo diretto a Kos (Grecia), schedulato per le 10.15, poi decollato alle 14.10. Fin qui, tutto regolare: un normale ritardo, come può succedere a qualsiasi compagnia.
Il problema è che, durante le 4 ore, i 70 passeggeri sono rimasti a bordo dell’aereo! Alla loro giustificata richiesta di spiegazioni, gli è stato risposto che allo scalo Ippocrate di Kos, dove l’aereo sarebbe dovuto atterrare, si erano verificate condizioni di traffico intenso tali da indurre i piloti a ritardare il decollo. Nonostante la regolamentazione prevista dalla “Carta dei diritti del passeggero”, secondo cui la compagnia avrebbe dovuto far scendere i passeggeri e successivamente ripetere le operazioni di check-in e imbarco, la Ryanair ha pensato bene di tenerli sequestrati a bordo, fino all’intervento della polizia aeroportuale (h. 13.38) a cui è stato risposto che l’aereo sarebbe decollato di lì a breve, come infatti è avvenuto alle 14.10.
Alla gentile e motivata richiesta dei passeggeri di avere almeno un bicchier d’acqua, gli assistenti di volo hanno risposto che avrebbero dovuto acquistare di tasca loro una bottiglia dal bar di bordo, al modico prezzo di 3 euro per mezzo litro.

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