Arte, cultura e spettacolo

I 150 anni dell’Unità d’Italia raccontati dalla moda

I 150 anni dell’Unità d’Italia raccontati dalla moda

di Maria Curci 
Vestire i sogni di ieri, oggi e domani è il compito che la moda da sempre si prefigge. Ecco che per raccontare questi sogni di stile e come si sono evoluti nel corso delle varie epoche – a partire dal Risorgimento fino ai giorni nostri – s’è pensato di inaugurare una mostra che racconti l’eleganza made in Italy, in concomitanza con i 150 anni che ricorrono per l’Unità d’Italia.

Il 17 settembre di quest’anno è stata difatti inaugurata una eccezionale rassegna, che inizialmente sarebbe dovuta durare fino al 18 gennaio 2012 ma poi s’è pensato bene di prolungarla fino al 29 gennaio, nell’ambito della quale è possibile ammirare i capi e i tessuti esposti che illustrano la storia dello stile del Belpaese dal lontano 1861, con le donne del Risorgimento, passando per gli artisti del Futurismo, fino ad arrivare alle dive del cinema e agli stilisti della moda contemporanea.

I quasi duecento abiti che impreziosiscono la mostra sono in parte abiti autentici indossati realmente da personaggi storici che col loro savoir faire e gusto hanno condizionato lo stile della loro epoca (come nel caso di Eleonora Duse e Lina Cavalieri, soprano e attrice cinematografica italiana che si contraddistinse nel periodo della cosiddetta Bella Epoque), ma anche abiti di scena resi celebri da attrici e film immortali come le splendide creazioni che il pluripremiato costumista Piero Tosi mise a disposizione del regista Luchino Visconti per il film ispirato al romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa “Il Gattopardo” (come non ricordare l’abito bianco indossato dall’affascinante Angelica/Claudia Cardinale nella famosa scena del ballo), o come le scarpe che Salvatore Ferragamo disegnò per Marilyn Monroe o, ancora, come il celebre e discusso “pretino” ideato dalle sorelle Fontana per Ava Gardner e reinterpretato poi da Piero Gherardi per la Ekberg de La Dolce Vita.

La rassegna è stata resa possibile anche grazie alla storica Fondazione Tirelli Trappetti di Roma, i cui abiti rappresentano il nucleo centrale dell’esposizione; a questi si aggiungono i costumi provenienti da prestigiosi enti museali e, naturalmente, quelli provenienti dai più rappresentativi stilisti della moda italiana attuale.

La direzione artistica della mostra, tra l’altro, è stata affidata alla costumista Gabriella Pescucci, premio Oscar nel 1994 per i costumi dell’opera cinematografica “L’età dell’innocenza” di Scorsese, che ha organizzato la prima sezione della rassegna la quale racconta la storia che va dalla nascita dello stato unitario fino a quella della moda italiana, e alla direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani, che s’è occupata invece della seconda sezione, in cui si percorre il periodo storico dagli anni 70 fino ai giorni nostri, con l’affermazione del fenomeno del made in Italy in tutto il mondo.

E’ notizia di questi giorni, inoltre, la nascita di un portale dedicato completamente alla Moda italiana realizzato dagli Archivi di Stato e promosso dalla Direzione Generale per gli Archivi del Ministero per i beni e le attività culturali, il cui scopo – come ha tenuto a precisare il direttore generale degli Archivi, Luciano Scala – “è quello di salvaguardare un patrimonio storicizzato nel quale si è sedimentata la memoria della moda”, oltre che per avvicinare il grande pubblico alla moda stessa.

L’esposizione, i cui enti promotori sono il Comitato Italia 150 e il Consorzio La Venaria Reale, ha luogo nella splendida cornice delle Sale delle Arti della Reggia di Venaria, a Torino.
Per maggiori info: www.italia150.it

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