Il P.M. Ingroia e la “partigianeria”

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di Leonardo Rinella
La stampa quotidiana ha dato notizia, con titoli spesso assai suggestivi come  “Non mi sento imparziale” o “Io magistrato partigiano” dell’intervento del procuratore aggiunto di Palermo Ingroia al congresso del Pdci a Rimini. Le frasi estrapolate da un discorso molto più lungo ed articolato hanno fatto gridare allo scandalo perché  un magistrato di parte non è sicuramente il prototipo dei giudici a cui ti affideresti.

In realtà Ingroia non ha affatto confessato di essere un magistrato di parte in quanto si è limitato ad affermare di essere un partigiano della Costituzione, perchè “fra chi difende la Costituzione e chi quotidianamente cerca di violarla, violentarla, stravolgerla, so da che parte stare” Mi pare che, così chiarito il discorso, difficilmente Ingroia troverebbe chi possa dargli torto, una volta che, come lo stesso  P.M. palermitano ha chiarito, i magistrati prestano giuramento di fedeltà alla Costituzione e conseguentemente non possono trovarsi a fianco di chi “quotidianamente cerca di violarla, violentarla, stravolgerla”.

Quello che non mi convince nel comportamento del mio ex collega palermitano non è affatto il contenuto del suo discorso, che condivido in pieno e faccio mio, bensì la circostanza che le sue parole siano state pronunciate nel corso di un convegno di un partito, che sicuramente, come la stessa definizione chiarisce, rappresenta solo una parte ed è interprete di un preciso schieramento politico ed ideologico.

E qui non posso più stare con Ingroia che, schierandosi apertamente accanto ad una forza politica, non da più garanzie di imparzialità soprattutto quando dovesse giudicare un cittadino che appartiene ad altro schieramento politico e professa una diversa ideologia.

E’ questo magistrato “partigiano” che non condivido, non quello che difende la nostra Costituzione.
(Leonardo Rinella, Procuratore Generale Onorario della Cassazione.)

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Una risposta a Il P.M. Ingroia e la “partigianeria”

  1. ema scrive:

    e’ certo!.
    Se è vero, come è vero, che la Costituzione sancisce la divisione dei poteri, è altrettanto chiaro che il magistrato può esprimere la sua opinione ma non può cimentarsi in “comizi” politici.
    Sarebbe fatto fantastico e lungimirante, vedere e sentire un magistrato su dieci impegnare qualche minuto della sua pur intensa giornata per spiegare e raccontare ai cittadini la Costituzione Italiana!!!!!!!!.

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