Cronaca nazionale

Il Prof. Monti e la democrazia

Il Prof. Monti e la democrazia

di Emanuele Bruno
La contestazione mossa da più parti al governo del Prof. Monti è: “non è democraticamente eletto, quindi viola la sovranità popolare e con essa la democrazia”.

Si tratta di un argomento di cui si può discutere soltanto se si comprende profondamente il concetto di democrazia.

Democrazia è sovranità popolare, ovvero, il popolo sceglie.

Tuttavia, occorre distinguere tra democrazia diretta e democrazia indiretta; si ha la prima quando il popolo decide direttamente cosa fare o non fare (es. referendum), viceversa, si ha la seconda quando il popolo sceglie i propri rappresentati che, a loro volta, discutono-deliberano-decidono.

In democrazia indiretta, come in Italia, il popolo elegge deputati e senatori che indicano al Presidente della Repubblica la persona cui conferire l’incarico di formare il governo.

Quindi, sia chiaro, il popolo non sceglie direttamente il premier ma soltanto tramite deputati e senatori.

Dunque, il centro indiscutibile della democrazia non è nel presidente del consiglio ma nel parlamento che direttamente rappresenta il volere popolare.

Ora, in questi giorni, Berlusconi si è dimesso perché privo della fiducia internazionale e sempre meno sostenuto dal parlamento (le votazioni a colpi di fiducia non sono certo alta espressione di democrazia parlamentare). La fase successiva alle dimissioni, compresa la nomina del nuovo presidente del consiglio, è gravoso compito spettante al Presidente della Repubblica (organo di garanzia) e al parlamento (espressione diretta della sovranità popolare). Se il parlamento riconosce fiducia a Monti, piaccia o non piaccia, è come se il popolo avesse riconosciuto fiducia a Monti.

Occorre anche segnalare che la scelta di Monti non esprime in nessun modo una imposizione, anzi!!!!!!, infatti, lunghe e complesse consultazioni hanno consentito al parlamento di individuare intese sui piani operativi del nuovo esecutivo. Discutere, confrontarsi per assumere una scelta condivisa è certamente espressione di democrazia e libertà. E’ più libero e democratico questo modo di operare che alcune discussioni-scazzottate in parlamento o tra parlamentari in televisione.

In ogni caso, se si vuole parlare di sospensione della democrazia, bisognerebbe parlarne anche quando un parlamentare passa da destra a sinistra o viceversa.

Quando si verificano questi passaggi, si inneggia alla sacrosanta assenza del vincolo del mandato, vale a dire che il rappresentate eletto dal popolo non deve preoccuparsi del colore politico che veste ma deve fare di tutto, anche passare dall’opposizione alla maggioranza e viceversa, pur di rispettare gli impegni assunti con i propri elettori.

Questa è la spiegazione formale, mentre quella sostanziale è che nella politica la decenza e la coerenza non esistono più da tempo!.

Ordunque, se Monti, sotto la vigile guida del Presidente della Repubblica, in attuazione di tutti i principi di libertà costituzionale, ottiene la fiducia del parlamento (e per il suo tramite dal popolo), dov’è l’assenza di democrazia????.

Si badi, il punto centrale è che Monti non è stato imposto da nessuno, ma è frutto di una scelta largamente partecipata e condivisa da tutto, tutto, tutto, tutto il parlamento, organo custode della sovranità popolare.

Dov’è la sospensione della democrazia?.

Diciamo che un governo di questo tipo potrebbe scontentare un po’ gli interessi di tutti, diciamo anche che ha il merito di espropriare i vari feudi economici-politici, diciamo anche che potrebbe fare davvero qualcosa per la gente….. tutta la politica non ha paura della sospensione della democrazia, semplicemente, teme di perdere o vedere in qualche modo lesi i propri interessi.

Tutto il resto, come sempre, è polemica distruttiva!.

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