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“Viva l’Italia”, il capolavoro di Aldo Cazzullo.

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“Viva l’Italia”, il capolavoro di Aldo Cazzullo.
Claudio Santovito

È meglio morire da italiani, che vivere da spia”, disse Cleonice Tomasetti ai compagni schierati davanti al plotone di esecuzione. Un soldato fascista la prese a calci, pugni e sputi e lei, fiera e impertinente, rispose: “Se percuotendomi volete mortificare il mio corpo, è superfluo il farlo; esso è già annientato. Se invece volete uccidere il mio spirito, vi dico che è opera vana: quello non lo domerete mai”.

Aldo Cazzullo, nel suo libro “Viva l’Italia” (Mondadori), delinea il profilo, il sacrificio, l’impegno, l’eroismo di migliaia di patrioti italiani, la maggior parte dei quali morta crudelmente per raggiungere il sogno “Italia”.

La prefazione al libro, curata da Francesco de Gregori, evidenzia come all’Italia sia mancato quel momento di massima interazione tra Stato e popolo – invece determinante nella Rivoluzione francese – che avrebbe sancito il principio di autoidentificazione e la conseguente e proficua formulazione di leggi.

Attraverso un ricercato studio sui personaggi, sugli eroi, sui traditori, Cazzullo (che riesce a sintetizzare la storia dell’Unità in sole 150 pagine), precisa, però, che l’idea d’Italia è antecedente ai 150 anni trascorsi dal 1861, dato che già nelle terzine di Dante (“Ahi serva Italia, di dolore ostello”) e nei versi lirici di Petrarca (“Italia mia, benché ‘l parlar sia indarno”), dunque nel 1300, essa è presente.

Viva l’Italia” è stata l’ultima frase pronunciata prima di martìri o fucilazioni ingiuste, dal coraggioso generale Perotti agli studenti di Pisa, da Giuseppe Mazzini (incubo di Metternich), da Garibaldi che, partendo per l’esilio a Caprera, portò con sé, anziché i quadri di Caravaggio, un sacco di fave e uno scatolone di merluzzo secco.

Viva l’Italia”, dalla guerra seria di Ungaretti all’”armiamoci e partite” di d’Annunzio, alle bellissime parole di Antonio Bergamas (“Se muoio, muoio con i vostri nomi amatissimi sulle labbra, davanti al nostro Carso selvaggio”), senza dimenticare il coraggio di Gabriella Degli Esposti a cui, incinta, furono cavati gli occhi, squartato il ventre, tagliati i seni.

Fino a oggi, allorquando, a detta dell’autore, l’Italia è più unita di quanto non voglia far credere: un’Italia divisa dalle apparenze, minata dalla classe politica, affogata dall’immigrazione (una sorta di “big bang”), con i testimoni della strage fascista di Piazza Fontana che ancora non riescono a credere a quanto accaduto e ancor meno a come ci possa essere (e, soprattutto, a come riesca a farsi votare) un partito che crede nel federalismo, nella secessione e nell’individualismo come la Lega.

Cazzullo sa bene che l’Italiano possiede quella capacità, innata e ontologica, che lo contraddistingue nel mondo: essere sciatto, svogliato, in perenne attesa del colpo di “stellone”, ma che, nei momenti drammatici e decisivi, riesce a dare sempre il meglio di sé. È questo il nostro vero marchio di fabbrica e lo sarà per sempre.

Quello di Cazzullo non è un diario, né un saggio. E nemmeno un resoconto. Ѐ un tributo, oggettivo e disinteressato, a uomini latori di valori che ciascuno di noi, oggi, possiede. Solo che non ne siamo perfettamente consapevoli e anche se lo fossimo, non avremmo gli stimoli giusti per sacrificarci per la nostra Italia, poiché sappiamo bene che la nostra Italia non è capace di sacrificarsi per noi.

Una nazione incapace di mantenere le promesse, di infiammare gli ardori, valorizzare i talenti: una nazione, quasi, che vive di rendita, dorme sugli allori, gioca di contropiede. E se questo libro riuscirà a “smuovere le coscienze” (la citazione di un altro eroe, Paolo Borsellino, è obbligatoria), allora forse potremo – un’altra volta, ma con esiti diversi – urlare con il petto tronfio d’orgoglio: “Viva l’Italia!”

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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