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Daniela Farnese e i suoi “101 modi per far soffrire gli uomini”: l’intervista

Daniela Farnese e i suoi “101 modi per far soffrire gli uomini”: l’intervista
Claudio Santovito

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Più che un libro, ci troviamo di fronte a una via di mezzo tra un manuale di sopravvivenza e un vademecum in cui, punto per punto, è possibile trovare consigli e suggerimenti per migliorare, correggere o addirittura prevenire i comportamenti imperfetti degli uomini.

Stiamo parlando di “101 modi per far soffrire gli uomini” (Newton Compton, euro 9,90), l’interessante e piacevolissimo libro di Daniela Farnese. Napoletana, reticente sull’età come gran parte delle donne, ha studiato a Venezia e ora vive a Milano. Ha collaborato con importanti riviste, quali “Donna Moderna” e “Grazia”.

La Farnese, meglio conosciuta sul web come “Dottoressa Dania”, racchiude in 101 punti tanti dei comportamenti che una donna deve assumere nei confronti del proprio uomo, visto come un “animale imperfetto che va educato”. Ad ogni azione maschile – manuale alla mano – corrispondono altrettante reazioni al femminile, scientifiche, studiate a tavolino, apprese dalle amiche e perfino provate sulla propria pelle.

Durante la nostra chiacchierata, Daniela ci ha raccontato qualcosa in più.
Testo dell’intervista:
C: Intervistatore Claudio
D: Daniela Farnese

C: Partiamo dalla prefazione: la scelta di affidarla a un uomo, Luca Bizzarri, è stata la ciliegina sulla torta per sancire il primato delle donne (nel senso che “facciamo fare agli uomini quello che vogliamo”) o un simbolico gesto di apertura all’universo maschile?

D: Mi piaceva l’idea che fosse un uomo a introdurre un libro da un titolo così esplicito. Luca è stato il primo a leggere il testo ed è riuscito a essere più cinico di me sull’amore.

C: Da cosa deriva la tua idiosincrasia nei confronti degli uomini?

D: Non ho nessuna idiosincrasia nei confronti degli uomini. Ironizzare sulle relazioni di coppia è sano. Se non si ride dei nostri difetti e di quelli dell’altro, la convivenza è impossibile.

C: Tubetto del dentifricio erroneamente spremuto, tavoletta del water non riposizionata in posizione corretta, difficoltà nell’assemblaggio dei mobili Ikea, viti che avanzano. Questi sono alcuni dei (tanti) limiti che individui negli uomini. Ma non si può proprio soprassedere?

D: Certo che si può, lo scrivo anche nel libro. Il limite di sopportazione è soggettivo e perdonare e tollerare sono la base della convivenza. Quando però lui supera il limite, allora si può passare alla controffensiva. Non si deve, ripeto, si può. Ad ogni modo è riduttivo parlare di limiti del maschio. Il mio libro parla di come si prevengono e si superano le sofferenze in amore. Lo fa ridendo dei difetti delle donne, prima che di quelli del maschio.

C: Quant’è durata la gestazione del tuo libro? È stata una genesi lenta e ponderata per affossare l’altro sesso o un flusso di coscienza incontrollabile?

D: Ci ho messo qualche mese per trovare 101 modi di procurare fastidio e sofferenza, mesi in cui mi sono confrontata con tanti amici e tante amiche e mi sono fatta raccontare le loro piccole vendette e schermaglie amorose.

C: Sei di Napoli, hai vissuto a Padova e ora sei a Milano. Il tuo “nomadismo”, e di conseguenza l’interazione con diverse realtà – tra le quali spicca il contrasto nord-sud – ha legittimato il concetto di base di “101 modi per far soffrire gli uomini” o invece ne è stato lo spunto?

D: Ho cambiato moltissime città e ho conosciuto molta gente (anche tanti uomini). Forse questo è l’unico spunto che posso aver avuto dal mio nomadismo. In generale, però, il libro nasce da un’analisi delle mie relazioni e di quelle di molte conoscenti.

C: Sul tuo sito-blog (www.dottoressadania.it), peraltro frequentatissimo e commentato anche da uomini, si legge nella biografia: “prova a fondare una religione che vieti la monogamia sessuale, ma viene fermata da un’orda di mogli arrabbiate.” Vuoi spiegarci?

D: Eheheh. È una battuta. Non si spiegano le battute.

C: Memoria di ferro, lacrime a comando, scientifiche punzecchiature su pancia, esodo dei capelli e paragoni con gli ex: dei 101 modi, qual è quello che hai utilizzato più frequentemente?

D: Sono grande maestra nel “massacro dell’autostima”.

C: Rendere un inferno la vita di un uomo è una missione o un “mors tua vita mea”?

D: Non bisogna rendere un inferno la sua vita, bisogna farlo soffrire solo se necessario (di solito, per conquistarlo, per educarlo, per avvisarlo o per vendicarci)

C: Parlaci della tecnica “ektorp”.

D: Una tecnica splendida e sempre più di moda, trascinare il nostro compagno all’Ikea e poi lasciare che ci monti tutti i mobili. Gli uomini sono tutti uguali: non leggono le istruzioni e vanno a intuito e si ritrovano sempre con qualche pezzo che avanza, lasciandoci facile gioco per criticare il loro lavoro.

C: Ultima domanda: quali reazioni pensi possa suscitare la lettura e la comprensione del tuo libro, in entrambi i sessi?

D: È un libro molto divertente, chi lo legge di solito sorride dell’assurdità delle dinamiche di coppia. E poi ha un happy ending, anche se non ve lo svelo, per non rovinare la sorpresa.

Ringraziamo Daniela Farnese per la sua disponibilità con il Corriere delle Puglie e le formuliamo i nostri migliori auguri per tutto.

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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