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Intervista a Marcello Simoni, autore de “Il mercante di libri maledetti”

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Intervista a Marcello Simoni, autore de “Il mercante di libri maledetti”
Claudio Santovito

Si è tenuto mercoledì 11 Gennaio, presso l’accattivante cornice del “Caffè artistico letterario Torre Belvedere” di Rutigliano, l’incontro con Marcello Simoni, autore del fortunato thriller “Il mercante di libri maledetti” (Newton Compton). L’evento è stato organizzato dal Presidio del libro e dal Comune di Rutigliano, in collaborazione con la libreria “Barcadoro” di Giambattista Creatore e la Regione Puglia.
La presentazione si inserisce in un ciclo di incontri che hanno già visto protagonista Daniela Farnese (“101 modi per far soffrire gli uomini”) e che vedranno ospiti il premio Campiello 2011 Andrea Molesini (“Non tutti i bastardi sono di Vienna”) e Giancarlo De Cataldo (“In Giustizia”), già autore di “Romanzo Criminale”.
Hanno dialogato con Marcello Simoni il giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, Dott. Gianni Capotorto, e la responsabile del Presidio del libro, Dott.ssa Paola Borracci.
Al termine della presentazione, siamo riusciti a carpire ulteriori curiosità su “Il mercante di libri maledetti”, scambiando qualche parola con l’autore.

Testo dell’intervista
C: Intervistatore Claudio Santovito
M: Marcello Simoni

C: Sappiamo che sei bibliotecario e archeologo. C’è un libro tra tutti quelli che hai letto e studiato che ti ha colpito in maniera particolare?
M: Più che uno in particolare sono i libri nel loro insieme ad avermi colpito. Il mestiere del bibliotecario e dell’archeologo danno il grande privilegio di entrare a contatto con testi e oggetti antichi e questo è molto di più dello studio di un qualunque libro di saggistica. Riesci a maturare emozioni che poi riversi nella scrittura. Io sono anche ricercatore, saggista e medievista, ho studiato molti testi legati al medioevo e al mondo benedettino, in cui ho reperito molti argomenti collegati tra loro: ci sono delle suggestioni che vanno oltre le emozioni e questo te lo può dare solo il contatto con certe cose.

C: Alla fine della lettura, viene spontanea la curiosità di andare a scoprire cos’è la Saint-Vehme, ma su internet, a parte una pagina di wikipedia tutta in francese, non si trova molto. Un blogger scrive della Saint-Vehme: “così segreta che nemmeno google la conosce”. Ma c’è un fondamento di realtà. Ci puoi dire qualcosa di più?
M: La Saint-Vehme è realmente esistita, non è una setta ma un tribunale segreto, molto potente in Westfalia e nel Sacro Romano Impero tra il XII e XIII secolo. Ho trovato le notizie principali su libri stampati nell’800 o su saggi più recenti che la citano di sfuggita; li ho messi insieme per costruire una storia su questo tribunale segreto che agiva con metodi settari. I suoi componenti, i Franchi-Giudici, nascondevano la propria identità, comunicavano tra loro tramite messaggi in codice e hanno iniziato ad accrescere il timore che aleggiava intorno a loro mettendo in giro la voce secondo cui la loro organizzazione era stata fondata da Carlo Magno. Di questo non siamo certi, sappiamo però che la Saint-Vehme esisteva nel pieno medioevo e ha perdurato fino nell’età moderna arrivando fin quasi all’età contemporanea.

C: L’hai ambientato in Italia, Francia e Spagna. C’è un riferimento ai Templari: è stato difficile tenere fuori dai tuoi luoghi la cattedrale di Rennes-le-Château o è stato un atto dovuto, visti i precedenti?
M: É stato un must perché avrei dovuto ricalcare le orme di altri grandi scrittori. Citare i Templari è stato un omaggio che ho voluto fare alla letteratura dei romanzi medievali, ma compaiono di sfuggita, li cito appena, giusto per sottolineare che nel medioevo, anche lungo il cammino per Santiago, esistevano dei loro insediamenti. I Templari si spostavano dalla Francia alla Spagna fino a Tomar (Portogallo, nda): come ho dimostrato con il mio libro, però, si può costruire una trama medievale, esoterica, senza parlare dei Templari e senza parlare di Rennes-le-Château.

C: A un certo punto nel romanzo la figura di Ignazio da Toledo sembra quasi nascondere un passato brusco. C’è qualche tratto del tuo carattere proiettato nel  personaggio del mercante o negli altri personaggi, quasi tutti maschili?
M: Sì, ci sono tratti del mio carattere in ognuno dei personaggi, sia in quelli negativi che in quelli positivi. In Ignazio da Toledo ci sono tratti del mio carattere e tratti di quello di persone non viventi che trovo ammirevoli. Ecco spiegata la scelta di seguire la propria curiositas per allontanarsi dalla propria famiglia e rischiare la propria vita: io stesso mi ritengo un egoista in senso buono, perché cerco di vivere seguendo le mie regole e non le regole che impongono gli altri. In questo senso mi sento di assomigliare al Mercante, ma non sono un disobbediente così radicale e così anarchico come Ignazio.
L’ingenuità di Uberto, in un certo senso, appartiene non solo a me ma a noi tutti nell’età dell’infanzia; il risentimento di Willalme è per fortuna qualcosa che non ho mai provato. La sua rabbia è un qualcosa di talmente selvaggio che mi sono immaginato, immedesimandomi anche nel suo dolore. I personaggi femminili ci sono e sono relegati ai luoghi: in questo mio romanzo d’esordio e di formazione ho voluto tenere i personaggi femminili “al sicuro”, poiché nel medioevo, una donna che metteva il naso fuori di casa incorreva in rischi molto gravi: perdersi, essere rapita, allontanarsi definitivamente dalla famiglia, essere violentata. In questo primo romanzo ho voluto trattare i personaggi femminili con delicatezza, proteggerli.

Ringraziamo Marcello Simoni per la sua disponibilità con il corrieredellepuglie.com e gli formuliamo i nostri migliori auguri per tutto.

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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