Cronaca

Trasporto pubblico urbano, Nuovo anno solita storia

Trasporto pubblico urbano, Nuovo anno solita storia

di Daniele Di Lella
Bari, Lunedi (9 Gennaio) mattina ero senza macchina e dovendo sbrigare alcune faccende in centro città ero costretto ad utilizzare i mezzi pubblici. Quello che segue è il racconto di questa esperienza mistica, che non è estemporanea ma sembra si ripeta con discreta frequenza per chi sfortunatamente fruisce dei mezzi pubblici.
Prima di passare al racconto è bene ricordare che l’Amtab è un’azienda PUBBLICA, quindi finanziata dagli enti pubblici, cioè da noi tutti, è un’azienda che opera in città in regime di monopolio, quindi senza concorrenza.

Torno al racconto: quel giorno mi trovavo alle 12.40 circa in Piazza Aldo Moro, ora in cui ho cominciato ad aspettare il 12/; arrivano le 13.15 circa e visto che l’autobus non si vede ancora, chiedo al funzionario che staziona nel gabbiotto dell’Amtab che fine avesse fatto il bus, lui mi fà che il 12/ ha avuto “problemi” ma “tra poco arriva“. Mi sposto dove c’e un autista e gli chiedo se ha notizie dell’autobus; lui naturalmente non sa nulla e allora gli faccio presente che aspetto da oramai 40 minuti. Lui replica dicendo che a volte i bus sono rotti, che la responsabilità non è loro e che dovrebbero essere i cittadini a ribellarsi. Io sottolineo come il servizio offerto sia da repubblica delle banane e lui mi consiglia di chiamare il numero verde riportato dietro il biglietto; detto fatto, chiamo il numero e dopo 4 tentativi nulla di fatto. Squilla e nessuno risponde.
Torno dal funzionario nel gabbiotto per chiedere a chi posso rivolgermi per fare un esposto e lui mi dice genericamente di rivolgermi alla zona industriale. Va detto che altri clienti mi avevano anticipato chiedendo anche loro invano, un nome al quale potessero rivolgersi per protestare. Intanto arrivano le 13.30 circa e dopo altri 10 minuti arriva finalmente l’autobus. Salgo e chiedo spiegazioni all’autista che con modi discutibili mi risponde che non è colpa sua e che dato il ritardo accumulato partirà con 10 minuti di anticipo rispetto all’orario previsto. Alle 13.40 circa finalmente partiamo, alle 14 scendo alla fermata vicino casa.
In pratica da Piazza Moro all’arrivo la distanza è di 6 km; tra attesa, percorrenza e arrivo ho impiegato qualcosa come 80 minuti che è il tempo stimato di percorrenza in aereo da Bari a Genova (circa 1000 km).

Mi rivolgo quindi all’ Amtab chiedendo di riservare maggiore rispetto ai fruitori del servizio che appare inefficiente e inefficace, mi rivolgo al Sindaco che sta cercando di incentivare la mobilità sostenibile, la “detrafficazione” della città attraverso il park and ride e con parcheggi come quello in piazza Cesare Battisti. Lo stesso Sindaco dice di usare i mezzi pubblici secondo quanto riferito in un’intervista su una tv locale qualche giorno fa. A mio modo di vedere il servizio pubblico è il primo specchio di valutazione di una città, immagino un turista che viene a Bari e si imbatte in una situazione come quella che è capitata a me e mi chiedo che idea si può fare di questa città. Questo lo chiedo a me, ma giro la domanda anche all’Amtab e al Sindaco Emiliano.

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5 Comments

  1. Azzurra

    3 febbraio 2012 at 14:28

    Purtroppo non è una novità… Io studio a Bari da 6 anni ormai e, come la maggior parte degli studenti fuori sede, ho sempre dovuto utilizzare i mezzi pubblici per spostarmi, considerando che l’alternativa è rappresentata da passeggiate chilometriche a piedi… Quindi conosco bene l’argomento oggetto dell’articolo! La situazione dell’ Amtab non è idilliaca, i vertici aziendali si preoccupano tanto di trasmettere a bordo dei pullman la pubblicità della multa in cui incorre il passeggero in caso di viaggio senza biglietto… ma non si rendono conto che al viaggiatore passa la voglia di obliterare il biglietto dopo aver aspettato tanto tempo alla fermata un pullman che sembra non arrivar mai… Se ne vedono e se ne sentono tante di storie: pullman che saltano la corsa, altri che partono dal capolinea in anticipo rispetto all’orario indicato sulla tabella di marcia, altri che passano in ritardo… A mio avviso, l’ Amtab sembra un’azienda che gestisce un servizio pubblico di trasporto di una piccola cittadina piuttosto che un’azienda che deve fare i conti con la mobilità di una grande città! E’vero, Bari non sarà Roma o Milano ma nemmeno una cittadina di provincia! Bari è una città universitaria e è dotata anche di una struttura aeroportuale, tutte cose che richiedono sforzi in più! Solo da poco tempo il sito dell’ Amtab mostra l’orario di percorrenza di tutte le linee urbane e di tutte le varie fermate. Ricordo ancora con quanto vanto illustravano al pubblico questa innovazione… Innovazione? Già, per loro questo era un grande passo avanti… Io invece ogni anno andavo alla fermata vicino casa e ricopiavo sulla mia agenda gli orari in cui i vari pullman passavano da li… Innovazione vs Normalità.

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  3. carlo

    5 giugno 2012 at 16:02

    Un modo per riqualificare i servizi pubblici sta nel non lasciarli gestire a chi non li utilizza. trasporti pubblici locali, sanità pubblica ed altri settori dell’ormai semi-defunto welfare, andrebbero gestiti dai cittadini, unici finanziatori e utilizzatori. Avete mai visto il sindaco prendere l’autobus o in bicicletta? I consiglieri d’amministrazione dell’AMTAB sul bus? o Nichi Vendola far la coda agli sportelli della ASL o curarsi presso strutture pubbliche? Il loro unico obiettivo è riuscire a “comunicare” un servizio , dare l’idea che funzioni grazie alla stampa cointeressata con la politica. Mai sentito parlare del Piano Strategico? ente pubblico voluto dal sindaco di Bari e da Nichi vendola. Qualcuno conosce il bilancio di questo ente/progetto, quanti soldi pubblici si son spesi e cosa abbia prodotto?

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Laureato in Scienze Politiche settore politico internazionale conduttore radiofonico daniele0779@tiscali.it

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