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Leonardo, il mistero della Battaglia di Anghiari.

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Leonardo, il mistero della Battaglia di Anghiari.
Claudio Santovito

Che Leonardo da Vinci ci abbia abituato a misteri, enigmi e allegorie, è un fatto noto: in questo, il Codice di Dan Brown costituisce un importante punto di partenza, sebbene romanzato. Ma sembra che, man mano che la scienza progredisca, aumentino le scoperte.
La ricerca dell’affresco che testimonia la vittoria della Repubblica fiorentina sulle truppe milanesi del 1440, la Battaglia di Anghiari, è il punto focale degli studi del team capitanato da Maurizio Seracini, da decenni alla ricerca del capolavoro perduto di Leonardo.

Su uno degli affreschi del Vasari che abbelliscono il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, precisamente sulla parete di Levante, è rappresentata la Battaglia di Scannagallo (detta anche “di Marciano”), una scena che ritrae uno stuolo di cavalieri durante un acceso combattimento. Tra questi risalta una bandierina verde sulla quale spicca la scritta “Cerca Trova”.

Come prova decisiva, oltre ad aver rilevato una sorta di intercapedine tra l’affresco del Vasari e il muro sul quale dovrebbe essere stato riprodotto il dipinto di Leonardo, sono stati effettuati esami approfonditi sulla base di alcuni pigmenti di colore rinvenuti sulla parete: la composizione chimica del nero risulta essere compatibile con il nero usato nella Gioconda o nel San Giovanni Battista, mentre dei residui di lacca rossa sono compatibili con i colori usati nell’Adorazione dei Magi. Vasari potrebbe aver voluto proteggere l’opera del maestro costruendo una parete di fronte all’affresco.

Qualche mese fa, intanto, gli studiosi del Prado di Madrid hanno certificato l’esistenza di una copia della Gioconda molto simile all’originale, realizzata in contemporanea a quella conservata al Louvre (primo museo europeo, visitato, lo scorso anno, da 8,8 milioni di visitatori) e dipinta probabilmente nello stesso studio o da Andrea Salai (poi amante del genio di Vinci) o da Francesco Melzi.
Anche le dimensioni, grossomodo, collimano: 77×53 il dipinto conservato al Louvre, 76×57 quello del Prado. Se l’ipotesi di Seracini dovesse essere confermata, ci troveremmo di fronte a un altro, grande dipinto di Leonardo.
Con tutte i misteri e le allegorie che sicuramente nasconde.

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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