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Torneo di Francia “Roland Garros”: nella solita sfida tra Nadal e Djokovic a brillare è l’italiana Sara Errani.

Torneo di Francia “Roland Garros”: nella solita sfida tra Nadal e Djokovic a brillare è l’italiana Sara Errani.

di Giovanni Sgobba
E’ stato un torneo praticamente perfetto quello appena conclusosi sulla terra rossa francese. Perfetto nella sua completezza e varietà, per aver deliziato gli appassionati con sfide decise all’ultimo colpo e destinate a rimanere impresse nella polvere della tradizione del Roland Garros. Emblema della classicità che questo torneo, nato nel 1891, porta con sè, è il match tra Dimitrov e Gasquets, nomi secondari del tennis maschile, protagonisti di una sfida senza la forza e le racchettate odierne, ma fatta di scambi e di colpi intelligenti. Si ricorderanno i 32 colpi scambiati con il crollo di Dimitrov colpito dai crampi ed i conati di vomito del tennista francese.

Una finale non sarebbe tale senza la presenza dell’immancabile pioggia, amica fastidiosa che anche quest’anno ha provocato dapprima la sospensione, poi la definitiva interruzione con lo spostamento a lunedì del match tra Nadal e Djokovic.

E’ stato il torneo che ha visto il ritorno di una campionessa, la Sharapova, data per smarrita fin troppo presto a soli 25 (venticinque!) anni appena compiuti. Per la russa si è trattata anche della prima gioia in questo Open parigino.

Ma procediamo con ordine, partendo dalla finale più scontata, quella maschile tra i soliti Nadal e Djokovic. Francamente non è rimasto molto da dire: ogni 15 giorni, da un paio di anni oramai, si trovano sempre faccia a faccia su qualche campo sparso nel globo tennistico. Per il serbo, numero 1 del ranking, si presentava la possibilità di vincere per la prima volta in Francia, mentre per il maiorchino c’era da conquistare un primato leggendario: detronizzare lo svedese Borg fermo a quota 6 vittorie nel Roland Garros e diventare re incontrastato di questa manifestazione. Vince lo spagnolo per 6-4 6-3 2-6 7-5 con buona complicità di Nole che, come vizio atavico, stenta ad entrare subito nei match (negli ottavi l’italiano Seppi è stato in vantaggio addirittura di 2 set). Ecco le parole di Nadal durante la cerimonia di premiazione: “Questo per me il torneo più speciale del mondo.” Come non dargli ragione, aggiungerei: 53 match disputati nella sua carriera a Parigi e 52 vittorie. “E’ stata una partita molto difficile contro il miglior giocatore del mondo. Contro di lui avevo perso tre finali dello Slam a Wimbledon, agli US Open l’anno scorso e l’Australian Open questo anno. Sono molto contento ed emozionato”.

E’ stata anche una competizione che ha dimostrato per l’ennesima volta come le italiane in Francia sono di casa: a confermarlo sono le ultime tre finali che hanno visto gareggiare per due volte la Schiavone e nell’ultima, appunto, Sara Errani. La giovane tennista bolognese sta crescendo in maniera esponenziale, ed alla luce dei suoi 25 anni, dimostra di avere tutte le qualità per migliorarsi ancora. Se fino ad una settimana fa era considerata “solo” la spalla di Roberta Vinci nel consolidato doppio femminile (vincente in questa edizione), oggi Sara Errani entra di diritto nella Top Ten, grazie ad una cavalcata trionfante, arrestatasi solo in finale per meriti della incontenibile russa Sharapova. La bravura dell’italiana non sta nei numeri (sconfitta in 2 set per 6-3, 6-2), ma nella tenuta psicologica con la quale ha saputo reagire ad un inizio di partita da incubo (sotto per 3-0 in 8 minuti) evidenziando con la sua tensione tutta la sua fanciullesca inesperienza. Ha saputo, però, non mollare facilmente; ha venduto cara la pelle rispondendo, nei suoi limiti, agli schiaffi di Maria.

Pur non nascondendo le lacrime, l’atleta azzurra ha dichiarato: “Sono state due settimane pazzesche, bellissime. Ho vinto il titolo di doppio insieme a Roberta, che anche oggi era qui con me dal mattino nonostante la prossima settimana abbia già un torneo sull’erba. Ha anche mangiato con me negli spogliatoi prima della finale. Un gesto che mi ha fatto molto piacere. Sono arrivata in finale nel singolare, non sarebbe neppure giusto piangere lacrime tristi, ne ho avute così tante di felicità negli ultimi giorni…”

Non resta che dirle, in francese ovviamente, “chapeau”.

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