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B&DonnyCee sulla strada Bari-Belluno: quando la musica supera i confini

Questo articolo è stato visualizzato 2.362 volte. Leggi altri articoli di: Giovanni Sgobba.

B&DonnyCee sulla strada Bari-Belluno: quando la musica supera i confini

La musica non conosce limiti: questo è stato il primo pensiero, semplice ed immediato, che è emerso dopo aver conosciuto il gruppo B&DonnyCee, duo composto da Manolo Bertoldin (in arte “B”), e da Donato Citarella (in arte “DonnyCee”).

Perché dico questo?I due artisti, cresciuti e formatisi entrambi nella realtà bellunese, hanno oggi dovuto prendere strade diverse e proprio in questo risiede la particolarità del loro progetto: Donato, infatti, ora vive a Bari, e nonostante ci siano più di 900 km di distanza, la loro collaborazione non si è interrotta, anzi tra viaggi e continui contatti per registrazioni e per esibizioni live, il progetto ha allargato gli orizzonti portando il loro sound nella nostra realtà locale.


Dopo aver avuto modo di ascoltare il loro primo album “Profumo di caffé”, ho intervistato il gruppo soffermandoci maggiormente sui loro primi passi e su come si vedono all’interno del panorama musicale odierno.

G: Giovanni Sgobba

D: Donato Citarella

B: Manolo Bertoldin

G: Partiamo dalle origini. Come è nata la vostra collaborazione?

D: Il nostro progetto nasce da una iniziale esperienza maturata all’interno di un gruppo formato da 5 elementi avente un’impostazione più legata al genere rap e consolidatosi nel territorio bellunese. Dalle ceneri che la disgregazione del gruppo ha portato, ci siamo ritrovati in 3: io, Manolo con la collaborazione occasionale di D_Key, producer di beat. Il risultato di questa prima collaborazione è stato l’album “Profumo di caffè” che come fa intuire il titolo, porta all’ascoltatore, attraverso un suono disteso e calmo, una sensazione di relax ed un messaggio che invita ad apprezzare le cose semplici che ci circondano nel quotidiano. Se il primo dava quest’idea di distensione, il prossimo disco vuole marcare un’impronta più energica, d’impatto, logica e consequenziale chiusura di un cerchio che raffigura il nostro modo di essere e del nostro modo di relazionarci alla vita.

 G: Come mi è sembrato di intuire, nei vostri lavori emergono personalità differenti. Cosa volete trasmettere attraverso la vostra musica? Che punto di riferimento avete?

D: Beh si, partiamo da gusti musicali simili, ma spaziamo alla ricerca di qualcosa di differente, ed il risultato di questa mescolanza di idee ha portato al suono che siamo riusciti a creare: io cerco di portare più melodie e sonorità pop e soul, di creare attraverso i miei testi una cornice che va poi ad ospitare quel fuoco che il testo rap può trasmettere in maniera più diretta e più sfacciata.

B: Le nostre personalità differenti emergono soprattutto dal fatto che ci identifichiamo in due stili diversi: lui canta, io invece faccio il rap e quindi i modi di comunicare non possono essere uguali. Io porto la parte grezza e lui la raffinatezza all’interno di un brano; diciamo che siamo come la Bella e la Bestia (ride ndr). Usciamo dai canoni tradizionali del rap classico sia per sonorità che per tematiche e questo è quello che volevamo sin dall’inizio di questo percorso. Per questo non abbiamo punti di riferimento precisi: ci facciamo ispirare da tutto quello che succede intorno, da altri rapper, ma anche da altri generi musicali, non abbiamo punti di riferimento ai quali accostare la nostra musica, ma preferiamo prendere tutto ciò che di buono e positivo ogni genere musicale può dare e riadattarlo in chiave B&DonnyCee senza snaturare la nostra identità.

 G: Visto che si parla di generi musicali, che ne pensate dello scenario attuale in Italia?

D&B: In Italia la musica rispecchia il paese e cioè è vecchia: nelle classifiche abbiamo, infatti, ancora gli stessi cantanti di 30 anni fa, i giovani hanno spazi ristretti e possibilità pressoché nulle, come del resto avviene anche nel mondo del lavoro. Continuiamo a vedere finti cantanti pompati dai talent-show che mandano fumo negli occhi e che, dopo una sola stagione, quando la nebbia si dirada, svaniscono e non se ne sente più. Siamo convinti che in ogni singola città italiana ci sia un’artista promettente sul quale poter investire, ma il problema è che, parlando di investimenti con delle potenzialità future e con poche certezze attuali, alle major non frutterebbero immediatamente e quindi fa comodo coprirsi vendendo e svendendo sempre lo stesso pacchetto: cambia il nome, cambia la forma, ma la sostanza resta sempre la stessa. Il rap in questo senso è un fenomeno che rompe gli schemi, destabilizza il “modus operandi” delle varie major ed anche loro se ne stanno accorgendo: difatti il genere sta trovando la sua dimensione sia in tv, che nelle classifiche, un po’ meno nelle radio.

G: Pertanto diventa fondamentale farsi conoscere attraverso i vari social networks. A tale proposito che rapporto avete con Facebook e Youtube?

D: Sicuramente per chi come noi non ha agganci o grandi risorse economiche, i social networks costituiscono l’unico mezzo di comunicazione di massa possibile. Noi, ad esempio, tramite nostra pagina ufficiale su Facebook pubblichiamo sistematicamente le nostre canzoni, i nostri album ed i nostri video in modo da dare a tutti la possibilità di ascoltarci e di commentare con giudizi positivi o critiche i nostri lavori. Ci piace l’idea di arrivare direttamente ai ragazzi in maniera free ed immediata; poi è chiaro che i social fanno il loro in una realtà virtuale e rappresentano un trampolino di lancio rispetto ciò che vogliamo raggiungere, il quale, invece va ben oltre i confini del web. Credo che i live ed i rapporti reali a contatto diretto con la gente continuino ad essere ancora la strada migliore da percorrere. Non ci piace comunicare attraverso uno schermo al plasma: l’energia va trasmessa direttamente nei cuori e nelle menti delle persone, creare empatia tra noi e loro, farle ragionare, capire o semplicemente divertire.

B:Sono d’accordo con quello che ha detto Donny. Puntiamo maggiormente alla situazione live piuttosto che ai vari video su Youtube dove a contare sono solamente le visualizzazioni, che fanno senz’altro piacere, ma che tuttavia non rappresentano il vero metro di paragone con la capacità dell’artista.

G: Cosa sperate vi riservi il domani?

D&B: Puntiamo a ridurre ed a superare le barriere che ci vengono imposte dal sistema e dal mercato e che ostruiscono le possibilità di emergere e di farsi conoscere. Con l’uscita del prossimo album vogliamo ribadire a chi ascolta le nostre canzoni un concetto, ovvero che non sta sprecando 4 minuti della propria vita, ma che anzi potrebbe rispecchiarsi e ritrovarsi emotivamente in alcune nostre tracce. Per questo puntiamo molto sull’attenzione dell’ascoltatore. Il nostro nuovo progetto (che si intitolerà “D_Key vs B&Donnycee” in quanto tutte le canzoni sono state orchestrate da D_Key mentre noi ci siamo concentrati unicamente sui testi), non a caso, sarà presentato in maniera differente dal solito: caricheremo, infatti, le tracce volta per volta sul sito www.soundcloud.com in modo tale da poter dare ad ogni brano la giusta attenzione che merita. Vogliamo aggiungere che quest’anno è nata anche la nostra piccola etichetta/studio di registrazione, la W.E.T. Recordz che prevede oltre noi anche il producer DJ PLUS di Vittorio Veneto attivo da una decina di anni col suo suono nel quale si sente la forte ispirazione degli anni 90′ e di dj Premiere, il producer D_Key di origini albanesi dal beat dalla forte componente melodica ed i rapper Ninez San e il salernitano Entoni Kong reduce dall’album “Fuori dal coro” con il quale rafforza ancora di più questa nostra visione della vita. Con la W.E.T. Recordz si vuole dare la possibilità di esprimersi a tutti quei giovani che sentono realmente la necessità di mettere in primo piano la voglia di emergere e di cambiare ciò che attorno a noi non ci fa stare bene.

G: Grazie ragazzi. E’ stato un piacere scambiare quattro chiacchiere con voi.

D&B: Grazie a te e grazie al Corriere delle Puglie per lo spazio concesso.

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