Cronaca

Ilva: vittoria amara o sconfitta?

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Ilva: vittoria amara o sconfitta?

Il sequestro e la chiusura di alcuni impianti dell’Ilva di Taranto disposti dal giudice tarantino, Patrizia Todisco, arriva dopo anni di lotte ambientaliste e segna una vittoria amara per chi si è stancato di dover continuamente scegliere tra lavoro e salute, sostantivi che a Taranto sembrano darsi continuamente battaglia.

Anche oggi, ad un giorno dall’ordinanza del giudice, che prevede i sigilli ai sei reparti a caldo dell’acciaieria e gli arresti domiciliari di otto indagati per disastro ambientale tra cui i vertici Ilva: Emilio e Nicola Riva, la città dei due mari è divisa in due.

Da un lato c’è chi vede nel sequestro la fine di una parte dell’incubo, dall’altra ci sono gli operai dello stabilimento che scioperano ad oltranza e fermano la città cercando di difendere il loro posto di lavoro.
Mentre ieri gli operai, con il benestare dei sindacati ( Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm) hanno bloccato il simbolo di Taranto: il ponte girevole, oggi, in 5000, stanno manifestando e bloccando due strade statali. Al momento la 100 in direzione Bari, e la 106 in direzione Reggio calabria non sono praticabili. Un altro presidio si è formato sulla superstrada che Taranto porta a Grottaglie e Brindisi, proprio a ridosso dell’area industriale.

Il mondo politico non sembra affatto soddisfatto del sequestro. Lo stesso presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che in passato ha basato la sua campagna elettorale anche sullo slogan “Cambia l’aria tarantina con la legge anti-diossina”, catalizzando così i voti degli ambientalisti, afferma oggi ai microfoni dei giornalisti: “Credo che in queste ore l’Italia intera debba stringersi con affetto intorno a chi vive con grande apprensione, persino direi con disperazione, il rischio di perdere il proprio posto di lavoro”.

Il governo, gli enti locali e il gruppo Riva, intanto, si sono seduti a tavolino e hanno trattato. Il frutto della trattativa è stato un accordo che prevede 330 milioni di euro di investimenti per la bonifica ambientale. Una parte dei soldi, 7 milioni e mezzo, sarà il gruppo industriale a stanziarli.

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