di Claudio Santovito
Paura nei cieli italiani lo scorso weekend per gli atterraggi di emergenza di ben due aerei.
Il volo Ar1141 delle Aerolineas Argentinas, operato con un A340, partito da Roma Fiumicino e diretto a Buenos Aires, è dovuto rientrare allo scalo romano a causa di un “bird strike” (collisione in volo contro uno stormo di volatili).
Subito dopo il decollo, avvenuto intorno alle 20 di sabato scorso, a bordo è stato avvertito un forte rumore e un motore ha iniziato a perdere potenza: l’equipaggio, come da prassi, ha lanciato l’allarme e ha continuato a volare al largo della costa romana per smaltire carburante e poter atterrare in condizioni di sicurezza, dopo un paio d’ore, al Leonardo da Vinci.
La compagnia argentina ha disposto la partenza di un apparecchio sostitutivo da Buenos Aires che è atterrato alle 3 di stamattina allo scalo romano e ha riportato i passeggeri in Sudamerica, dato che l’aereo colpito dai volatili è in manutenzione: uno dei reattori, infatti, dovrà essere riparato. Altri passeggeri sono stati riprotetti su voli di linea Alitalia.
Nessun ferito e nessuna conseguenza per i 250 passeggeri a bordo, solo un po’ di paura. Era già successo, nei cieli di Roma, questo fenomeno, precisamente il 10 novembre 2008, quando un Boeing 737-8AS della Ryanair, proveniente da Francoforte e diretto a Ciampino, in fase di atterraggio aveva perso entrambi i motori per una collisione con uno stormo di volatili, riportando un cedimento dell’ala e del carrello di sinistra. I piloti riuscirono ad atterrare, pur finendo fuori pista, ma dei 172 passeggeri solo 10 rimasero lievemente feriti. Di fatto quell’aereo, marchiato EI-DYG, è l’unico dismesso dalla flotta irlandese, data l’impossibilità a essere riparato.
Ieri sera, invece, intorno alle 19.30, il volo Vueling decollato da Pisa e diretto a Barcellona, operato da un A320 con 130 passeggeri a bordo, dopo il take-off ha dovuto compiere un atterraggio di emergenza per un presunto guasto all’alettone di coda. I piloti hanno rilevato un’anomalia all’impianto idraulico. Anche in questo caso, per una buona mezz’ora, l’aereo ha volato nello spazio aereo compreso tra Pisa e Livorno per consumare carburante e poter atterrare in sicurezza, mentre il Galileo Galilei veniva chiuso al traffico di linea. Oltre alla marina sono stati allertati i vigili del fuoco che presidiavano la pista. Il rischio, infatti, era quello di un possibile ammaraggio, ma l’equipaggio è riuscito a portare a terra il velivolo senza alcuna conseguenza.

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