Politica estera

Venezuela, Chavez vince le elezioni presidenziali per la quarta volta

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Venezuela, Chavez vince le elezioni presidenziali per la quarta volta
Pierfrancesco Caira

In un periodo delicato della sua vita, a causa della malattia che lo affligge da tempo, ieri sera Hugo Chavez ha avuto la meglio nelle elezioni nazionali sull’opposizione guidata da Henrique Capriles Radonski, nello scontro politico più arduo dei suoi quasi 14 anni di mandato e sarà così, per la quarta volta consecutiva, il Presidente della Repubblica venezuelana. Il margine di vittoria è risultato più risicato rispetto agli scrutini del gennaio 2007, tuttavia ancora piuttosto consistente se si considerano i dati: secondo il consiglio elettorale nazionale, in seguito al conteggio del 90% dei voti espressi, risulta che il 54% degli elettori ha accordato la propria preferenza a Chavez e il 45% a Capriles. Immediatamente dopo l’annuncio della notizia sono partiti i festeggiamenti a Caracas e nel resto del Paese, con fuochi d’artificio nella capitale e gente riversata in strada un po’ dovunque, intorno alle 23:30 locali Chavez ha tenuto il primo discorso del suo nuovo mandato dal balcone del palazzo presidenziale rivolto ad una folla festante.

Qualora Chavez dovesse riuscire a portare a termine anche questo mandato, avrebbe governato in tutto per vent’anni, tuttavia le sue condizioni di salute restano l’incognita più grande, considerato che negli ultimi 15 mesi si è sottoposto, nell’isola di Cuba, a numerose serie di trattamenti per debellare il cancro ma non ha mai reso pubblici i dettagli sullo stato effettivo della sua salute. Sebbene la vittoria non sia risultata così ampia come in precedenza, le percentuali sono più che tranquillizzanti per quanti temevano sommosse e scontri fra i sostenitori delle due fazioni in caso di duello all’ultimo voto; gli analisti sostengono che il PSUV (Partito Socialista Unito di Venezuela) dovrà affrontare un sfida decisiva poichè l’elettorato è ormai quasi diviso a metà sulle scelte politiche da adottare per il futuro del Paese, va però considerata anche la storia dell’opposizione, una coalizione estremamente fragile e soggetta a faide interne soprattutto dopo una disfatta elettorale.

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