Arte, cultura e spettacolo

Nesli a Bari presenta il suo nuovo album “Nesliliving vol. 3 – Voglio”: la consacrazione di chi resta umile.

Nesli a Bari presenta il suo nuovo album “Nesliliving vol. 3 – Voglio”: la consacrazione di chi resta umile.

di Giovanni Sgobba
Continua il tour promozionale del nuovo lavoro di Nesli che, giovedì 27 settembre, ha fatto tappa a Bari. Un evento al quale hanno preso parte numerosi ragazzi e ragazze desiderosi di strappare una foto o un autografo a conferma del momento positivo che sta vivendo il cantante di Senigallia (il disco, infatti, ha debuttato direttamente alla prima posizione in classifica).

L’album, il sesto della sua carriera e pubblicato lo scorso 4 settembre, rappresenta la continuazione di un percorso evolutivo che ha portato l’artista a scollarsi di dosso fin troppe etichette e pregiudizi per liberarsi ed affermarsi con una identità tutta sua. Nel bene per alcuni, nel male per altri. Nesli, al secolo Francesco Tarducci, infatti è fratello di Fabri Fibra e con lui ha mosso i primi passi nel mondo del rap italiano attraverso svariate collaborazioni, per poi intraprendere un cammino intimo e personale.

Facile, allora, pensare ad uno che si è illuminato di luce non propria, proponendosi ed affermandosi come fratello di qualcuno. Eppure ascoltando i suoi primi dischi “Ego” del 2003 ed “Home” dell’anno successivo, quando ancora si chiamava Nesly Rice, si poteva percepire uno stile differente che fondava (e fonda tutt’ora) la sua essenza nello spessore dei testi, delle parole e nel voler raccontare “le riflessioni di un ragazzo qualunque”. Tracce come “Eccomi qua”, “Parole da dedicarmi” o “Un altro giorno” sono apparse immediatamente come una ventata di freschezza proiettandosi lontano e distanti dalla semplice canzone orecchiabile per un ritornello fatto bene, ma priva di anima e profondità .

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Foto di Giovanni Sgobba

Una figura poliedrica al quale l’appellativo di rapper è da sempe risultato troppo stretto: sentitisi traditi, c’è chi ha storto il naso per questo suo cambiamento, anche se di fatto non si è trattato di un vero e proprio cambiamento se si considera il rap nella sua più genuina forma di espressione e di comunicazione fatta di svariate sfaccettature e sfumature che possono sfociare anche nel poetico.

Una prima consacrazione si presenta nel 2009 con il primo album della trilogia “Nesliliving” (da lui definita come testamento musicale), un periodo di ribalta scenica che trova nella traccia “La Fine” (della quale Tiziano Ferro inciderà una cover) il successo del suo lavoro.

Oggi Nesli è semplicemente “Nesli”: non è la parte “buona” di qualcun’altro, nessuna perifrasi o nessun appellativo lo accompagnano. Nel suo nuovo album (contenente 12 tracce, 15 nella versione Deluxe) e la cui uscita è stata anticipata da due video ufficiali, l’artista ha dimostrato di essere ancora “quel ragazzo qualunque” di dieci anni fa, non smarritosi dinanzi al nuovo. Certo alle sue promozioni o ai suoi concerti si vedono meno cappelli “New Era” rispetto al passato, le basi suonano meno underground, ma è nei testi che risplende, ancora cristallina, la sua immutata identità, come nella traccia “Partirò” nella quale afferma: “Perché tutte le parole servano, servano a non morire…”

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