Cronaca

Catania, la violenza dell’uomo sui cani si arricchisce di un nuovo capitolo

Catania, la violenza dell’uomo sui cani si arricchisce di un nuovo capitolo
Claudio Santovito

di Claudio Santovito
È successo la settimana scorsa, davanti allo stabilimento Ikea di Catania: erano circa le 20 quando, all’altezza dell’area dedicata ai bambini, quattro cani sono stati preda di convulsioni, spasimi e sofferenze atroci. Qualcuno aveva somministrato loro del cibo avvelenato (contenente esteri fosforici) che ha immediatamente compromesso l’apparato digerente delle bestie. Due di loro sono morte, una si è salvata (“Speranza”) per non aver toccato il cibo, così come “Alive” si è salvato dopo intense cure.

Il sistema di video sorveglianza, come ha dichiarato Ikea attraverso Twitter, era funzionante: la ditta svedese si è messa a disposizione degli inquirenti, consegnando loro le registrazioni video.

Ma chi è stato? Sul web si è scatenata una caccia all’uomo che fa leva su un principio difficile da metabolizzare in Sicilia (“chi ha visto, parli”): i cani, costantemente accuditi e microchippati (lo si evince dalla condizione del pelo), erano soliti vagabondare nei pressi del megastore svedese.

L’associazione animalista “L’Altra Zampa”, qualche giorno prima, aveva ricevuto una comunicazione anonima secondo cui, se quei quattro cani non fossero stati allontanati, sarebbero stati “uccisi o portati a Napoli”. L’onlus ha immediatamente iniziato le ronde notturne per allontanare i quattro cani, purtroppo senza successo. I sospetti – stando alla stampa sicula – sarebbero caduti sui vigilantes dell’Ikea, che forse mal digerivano la presenza delle bestie. Nel comunicato Ikea, tuttavia, si evince che quella sera “un addetto della sicurezza si è affiancato ai primi soccorritori per dare supporto, preoccupandosi di fornire loro acqua e sale come lavanda gastrica per i cani”.

Quello di Catania altro non è che un episodio dell’infinita saga di violenza sui cani e sugli animali in genere:  ce ne siamo occupati qualche giorno fa.

Chi ha commesso questo gesto assurdo non ha considerato un dato: il cibo era stato posizionato nei pressi dell’area dedicata ai bambini e perciò c’era anche la possibilità che qualche bimbo entrasse in contatto con questo cibo avvelenato (l’area ora è sottoposta a bonifica). Non solo: la scena che si è presentata agli occhi di mamme, bambini e visitatori comuni non è stata propriamente edificante, tanto che molti si sono fatti prendere dal panico.

Come sempre, c’è un dato incontrovertibile: il movente e la morte dei cani. L’esecutore fisico, invece, trama ancora nell’ombra. I responsabili di questo crimine contro i 4 cani sono riusciti nel loro intento solo per metà: è presumibile che presto completino l’opera. Ma tra gli uomini e i cani, chi è la vera bestia?

Di seguito, proponiamo i video presenti su facebook dei cani ancora in vita, che giocano e annusano la telecamera (la bellezza)

 https://www.facebook.com/photo.php?v=4134966772290

e della loro atroce agonia, prima della morte (l’inferno). Attenzione: immagini sconsigliate ad un pubblico particolarmente sensibile.

https://www.facebook.com/photo.php?v=10200132483498542

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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