Politica estera

USA: il Presidente Obama al secondo mandato

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USA: il Presidente Obama al secondo mandato
Pierfrancesco Caira

Il testa a testa fra Barack Obama e Mitt Romney per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti si è risolto in favore del primo, che bissa il successo del 2008 ottenendo il suo secondo mandato consecutivo e sarà alla guida del Paese per un altro quadriennio: fondamentale il risultato in Virginia e la vittoria in Ohio, che sancisce definitivamente la rielezione, oltre alla conquista di Stati storicamente repubblicani come il Michigan e la Pennsylvania, in cui fra l’altro Romney si era ripetutamente recato in visita durante gli ultimi giorni della campagna elettorale; risultato ancora incerto in North Carolina, il Presidente Obama si aggiudica anche il voto popolare ma non cambia la situazione al Congresso, con il Senato a maggioranza democratica e la Camera che resta in mano ai repubblicani. Fa festa tutta l’America, dal McCormick Center di Chicago, quartier generale di Obama, fino a New York dove Times Square sembra uno stadio pieno di pubblico che esulta per un gol (meglio, un touchdown), si rivela ancora una volta profetico lo slogan scelto per promuovere la campagna elettorale: “forward” (“in avanti”).

L’ex governatore del Massachussets Romney ha tuttavia atteso oltre un’ora dopo l’annuncio dei media per fare gli auguri di rito all’avversario dalla propria sede a Boston, in quelli che ha definito “tempi molto difficili per gli Stati Uniti” esorta i sostenitori a “pregare per il Presidente”, il quale dal canto suo promette collaborazione con entrambi gli schieramenti per risovere le spinose questioni del debito pubblico e del tasso di disoccupazione vicino all’8%. Il presidente della Camera, John Bohener, si è congratulato con Obama ma ha già dichiarato che sulle tasse “non potranno mai cedere”, facendo presagire non poche discussioni alla Casa Bianca quando sono trascorse meno di 24 ore dall’Election Day, tuttavia il Presidente può dormire tranquillo considerato che, a conti fatti, la maggioranza dei democratici al Senato è cresciuta rispetto alle scorse elezioni e il momento di crisi del Partito Repubblicano pare evidente a tutti gli esperti d’oltreoceano.

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