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Ryanair, cinture di sicurezza inutili. Parola di O’Leary

Ryanair, cinture di sicurezza inutili. Parola di O’Leary
Claudio Santovito

di Claudio Santovito
Dopo la “querelle” relativa allo sbarco forzato della passeggera di Valencia rea di trasportare un bagaglio a mano non consono al regolamento e alla recente proposta di far pagare anche il bagaglio a mano, Ryanair torna al centro della cronaca grazie alle parole di Micheal O’Leary, chief executive di Ryanair, il quale ha affermato che le cinture di sicurezza a bordo degli aerei sarebbero inutili.
Lo si apprende dalle pagine del Telegraph, dalle quali l’opinione di O’Leary è chiara: in caso di incidente le cinture non servono a nulla, si utilizzano solo in caso di decollo, atterraggio e turbolenze, che in Europa sono rare. In realtà la casistica è più varia, e comprende anche avarie, depressurizzazioni, bird strike e atterraggi d’emergenza.

Ma il suo obbiettivo – perorare cioè la causa secondo cui l’aereo altro non è che un autobus, ragion per cui si può anche viaggiare in piedi, aggrappati alla maniglia, al modico prezzo di una sterlina contro le normali 25 – intende raggiungerlo ad ogni costo. “Anche sulla metropolitana” – spiega l’irlandese – “si viaggia a velocità elevate, senza usare le cinture che in caso di schianto non salverebbero la vita”.
Insomma, una sorta di crociata in favore dei voli in piedi, reputati sicuri (“operiamo 1500 voli al giorno, non ci sarebbero problemi, basta aggrapparsi alla maniglia”), per rendere l’esperienza di volo più economica possibile. Il no-frills è la regola basilare di Ryanair, e O’Leary non risparmia “complimenti” alle autorità le quali disciplinano la sicurezza aerea e che impongono l’uso delle seat-belts (cinture di sicurezza) e che lui definisce “plonkers”, “imbecilli”.
È allo studio di Ryanair la creazione di una “standing room only”, una zona dell’aereo destinata a studenti che si spostano per l’Europa per i quali il costo del biglietto – per un volo in piedi – sarebbe di una sola sterlina.
O’Leary non smette mai di stupire. Resta da considerare il punto di vista di quelli che lui chiama “plonkers”.

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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