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Tania Head, la donna fantasma dell’11 settembre

Tania Head, la donna fantasma dell’11 settembre
Claudio Santovito

di Claudio Santovito
Ciò che accadde al World Trade Center di Manhattan l’11 settembre 2001 nessuno potrà mai dimenticarlo. Il mondo rimase allibito ad assistere – impotente – a quel massacro voluto da Al Qaeda e a constatare con quale coraggio vigili del fuoco, poliziotti, soccorritori e volontari misero a repentaglio la propria vita nell’impresa disperata di prestare aiuto e soccorso. “Mentre gli altri fuggivano, noi correvamo”: le lacrime di Bill Spade, un vigile del fuoco che cercò di entrare nelle Torri, sapendo che sarebbero crollate, sono molto profonde. Così come profondo è il perdono che chiese alle vittime, quando correndo verso il WTC con il camion, fu costretto a schiacciare braccia, gambe e organi umani sparsi per la strada.
Dopo l’11 settembre, poi, l’America ha dimostrato una straordinaria forza interiore nel rialzarsi e reagire. Per non dimenticare. Ogni anniversario osserva un preciso rituale, molto intenso, organizzato anche e soprattutto da alcuni superstiti dell’attentato terroristico. Tra questi volontari, per anni, si è distinta Tania Head.

Tania Head ha dichiarato, fin dal primo giorno, di essere stata una dipendente della finanziaria Merryl Lynch, il cui ufficio si trovava al piano 98 della Torre Sud. Avrebbe sposato a breve Dave, un dipendente della Deloite & Touche, sita nella Torre Nord. Ha affermato di aver visto il primo aereo scontrarsi contro la torre nella quale prestava servizio il futuro marito e poi il volo 175 della United Airlines centrare il piano 78 della Torre Sud, qualche metro sotto di lei. Nell’impatto, grazie al prodigioso intervento del vigile del fuoco Welles Crowther, un ragazzone di 24 anni che salvò decine di persone morendo nell’incendio, accusò solo un’ustione al braccio destro.
Quell’ustione è l’unica vera affermazione pronunciata dalla donna. Tania Head in realtà si chiama Alicia Esteve, è nata nel 1973 a Barcellona e l’ustione al braccio se l’è procurata in un incidente stradale in quel di Valencia.
Ma come è stata scoperta? Un giornalista del New York Time, David Dunlap, decise di dedicarle un’intervista: più volte la donna aveva accettato, non presentandosi poi all’appuntamento e negandosi al telefono. Così ben presto, quella che sembrava una semplice intervista divenne una sorta di inchiesta, per non dire una caccia all’uomo: la donna, diventata un’icona dell’11 settembre e presidente del World Trade Center Survivor, il giorno dell’attacco terroristico non era né a Manhattan né – tantomeno – nelle torri. Nessuno dei sopravvissuti se la ricorda, non è mai comparsa negli elenchi della Merryl Lynch, non è stata trovata nessuna traccia nemmeno del fantomatico Dave; il povero Welles Crowther – il pompiere che la trasse in salvo – era morto e pertanto non avrebbe potuto smentirla.
Il crollo degli déi. Tania-Alicia è sparita dalla circolazione: dal suo millantato credito non aveva avuto né denaro, né vantaggi sensibili – a parte la notorietà – né incarichi particolarmente prestigiosi, a parte quello al WTC Survivor. Non aveva mai fatto domanda di risarcimento al fondo per le vittime dell’11/09. National Geografic Channel le ha dedicato un documentario, “la donna che non c’era”, con il quale ha svelato, in Italia e Spagna, la sua vera storia. Risulta che nel 2011 si sia fatta assumere all’Inter Partner di Barcellona, salvo poi essere licenziata dopo lo smascheramento. Lo speciale di National si chiude con una telecamera che svela il ritorno a Manhattan della donna, profondamente turbata alla vista della telecamera. Ma perché?

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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