Arte, cultura e spettacolo

Così è se vi pare, riflessioni di genere

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Così è se vi pare, riflessioni di genere

di Anna Piscopo
Modello brasiliano, landing strip, depilazione radicale, fiori, cuori, triangoli di peli: pubi depilati. Un’innovazione relativamente recente dei codici estetici dell’Occidente, un modello estetico considerato “sexy” da uomini e donne, una delle tante modificazioni del corpo indotte dal flusso continuo ed indomabile  di messaggi che ci circondano e che ci soggettivano.

Landing strip

Poco importa se i messaggi che facciamo nostri passivamente sono determinati da un immaginario sessista; del resto la nostra immagine, di cui il corpo è materia privilegiata, altro non è se non l’espressione dell’universo in cui viviamo, della cultura che ci appartiene.  Intervenire sul corpo, insomma, equivale a costruire la propria identità e le modificazioni indotte sono strumenti per definire se stessi. Ma come si è imposto questo modello estetico? Che cosa l’ha determinato? Un semplice sguardo ad un manuale di Storia dell’arte permette di osservare come la cultura pittorica sin dagli inizi dell’800  cancelli o riduca i  peli dal corpo femminile : se  la sessualità maschile “sta bene come sta”, è accettata “naturalmente” , la sessualità femminile  dover essere ridotta (e dunque controllata) agendo culturalmente o addirittura eliminata.

Cultura pittorica di inizi 1800

La riduzione è ciò che fa passare la donna, la sua sessualità, dalla natura alla cultura; l’eliminazione completa, d’altra parte, la de-sessualizza, la riporta allo stato infantile, alla “purezza”. Dietro la depilazione si nasconde, inoltre,un discorso di potere. Non a caso la contestazione degli anni ’60 utilizzava oltre ai capelli lunghi maschili anche i peli femminili come segno di protesta: insieme ai roghi di reggiseni, il Movimento di Liberazione della Donna negli anni ’70 aveva anche promosso l’abolizione della depilazione delle gambe femminili, come rivendicazione di una “non diversità” dall’uomo.

Se è vero che le modificazioni indotte sul corpo ci danno una identità che è espressione dell’immaginario collettivo a cui apparteniamo, è  facile comprendere come anche la pratica della depilazione pubica derivi  dalla cultura di massa che caratterizza i nostri tempi, una cultura prevalentemente visuale e fortemente segnata da una pornografia normalizzata dal passaggio dal grande schermo alla Tv prima e allo schermo del pc dopo. La pornografia sino agli anni ’70, non esitava a mostrare pubi femminili abbondantemente ricoperti di peli, a partire dagli anni ’80, tuttavia, le cose cominciarono a cambiare e le attrici dei film porno iniziarono a usare una depilazione sempre più radicale sino a giungere prestissimo alla depilazione totale.: con il passaggio agli schermi piccoli e alle visioni casalinghe il campo di visuale si restringeva e si perdevano i dettagli, di qui la necessità di recuperarli eliminando ciò che poteva oscurarli. Ciò determinò da una parte l’enfatizzazione dei dettagli e dall’altra la perdita di ogni valenza narrativa.

Il passaggio dal grande al piccolo schermo, inoltre, segnò anche il passaggio da un luogo di poca intimità, il cinema, ad un altro di molta intimità, la casa, con la possibilità di condividere la visione anche con la propria partner e quindi di aprire legittimamente il consumo del porno anche al pubblico femminile, fino a produrre modelli per così dire “ accettabili”.  Il fatto che la pornografia, di fatto, sia diventata fruibile anche dalle donne, tuttavia, non ha valorizzato la loro sessualità  perché la “depilazione pubica” è stato un modello imposto dall’industria pornografica come risposta  a fantasie ed esigenze maschili: il pube rasato comporta una “maggiore nudità”,una vagina “nuda” è una vagina che si offre completamente, dal punto di vista dello spettatore maschio, alla penetrazione maschile.
L’assenza di peli rappresenta assenza di “resistenza”, passivazione della donna nell’atto sessuale, disponibilità totale. Questo corrisponde ad una sorta di infantilizzazione della donna: come un bambino, nell’immaginario comune, è passivo nei confronti degli educatori, così la donna di un film porno è, in modo completamente passivo, a disposizione delle esigenze e degli sguardi dei maschi.  Il fatto, infine, che la pornografia sia una componente determinante nella cultura visuale che ci appartiene e che il sesso, da sempre usato dalla pubblicità, avvalendosi di codici espressivi mutati da una pornografia normalizzata, sia largamente usato nel mondo della comunicazione, spiega facilmente la diffusione della pratica della depilazione pubica e il suo valore fortemente sessista.

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