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“Allarme Java”: Dipartimento USA chiede disattivazione

“Allarme Java”: Dipartimento USA chiede disattivazione
Antonio Catacchio

Di Antonio Catacchio
Arriva da Washington il nuovo appello a disattivare nei computer il software Java di Oracle, per motivi di sicurezza. Java è la base di quasi tutte le applicazioni in rete ed è lo standard globale per lo sviluppo e la distribuzione di applicazioni per dispositivi mobili, giochi, contenuti basati su Web e software aziendali. Con più di 9 milioni di sviluppatori a livello internazionale, Java consente di creare e distribuire in modo efficiente applicazioni e servizi. Ma nei giorni scorsi, il Dipartimento alla sicurezza interna degli Stati Uniti ha scoperto un “baco” che espone il pc all’esecuzione di software non autorizzati dal proprietario del computer. “Al momento non siamo a conoscenza di soluzioni a questo problema” afferma il Dipartimento Computer Emergency Readiness della Homeland Security degli Stati Uniti, secondo cui gli hacker hanno acquisito potenzialità utili allo sfruttamento di un nuovo “baco” di Java per istallare un software dannoso che consentirebbe loro di commettere svariati reati come: furto di identità, rete botnet di computer ‘zombie’, attacchi ai siti web o persino la richiesta di ‘pizzo’.

Queste ed altre vulnerabilità riscontrate in Java sono state fortemente prese di mira dai criminali informatici, per cui è molto probabile che insorgano “nuovi bachi”, aggiungono gli specialisti del CERT. Intanto, Apple e Mozilla Firefox hanno adottato repentine misure preventive: nelle ultime ore hanno diffuso un aggiornamento automatico della protezione “antimalware” dell’ultimo sistema operativo, disabilitando la versione 7 di Java, in attesa che Oracle rispristini il sistema e distribuisca la “patch” per risolvere il problema.

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Antonio Catacchio
@tonykataklios

Nato a Bari nel freddo gennaio del 1979, non ha intrapreso esclusivamente l'Università della vita, come molti oggi vanno orgogliosamente sostenendo. Oltre a quella infatti si è anche laureato in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Bari nel 2009 con una tesi in diritto penale dal titolo "La frode informatica". Dopo aver sostenuto gli scritti per l'esame di avvocato nel dicembre 2011, si inerpica come un dedalo, nella realizzazione di un magazine online iniziando a studiare SEO, SEM e aprendo account online su social media d'ogni genere per iniziare a carpirne funzionamento ed evoluzioni. Tra un lavoro occasionale ed un altro a tempo determinato, dirige e conduce gli aspetti organizzativi del progetto corrieredellepuglie.com, di cui è il maggiore artefice. Nel 2013 fonda insieme a Claudio Santovito, Roberto Loizzo e Teresa Manuzzi l'Associazione InformAEticaMente.it, editrice del corrieredellepuglie.com.

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