Scienza & Tecnica

L’Air Fuel Synthesis scopre come produrre benzina con aria e acqua

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L’Air Fuel Synthesis scopre come produrre benzina con aria e acqua
Pierfrancesco Caira

A Stockton-on-Tees, una città inglese nella contea di Durham, ha sede una piccola azienda, la Air Fuel Synthesis, che è riuscita con successo a sintetizzare un combustibile liquido in laboratorio utilizzando esclusivamente l’acqua e l’anidride carbonica estratte dall’aria. Dall’agosto scorso la AFS ne ha già fabbricati una decina di litri avvalendosi di una piccola raffineria, ma progetta di espandere la produzione a livello commerciale. L’intero processo, in sostanza, converte l’energia rinnovabile in carburante senza creare emissioni dannose per l’atmosfera. Il Direttore del Dipartimento Energia e Ambiente dell’Institution of Mechanical Engeneers (IMechE) di Londra, Tim Fox, ha testimoniato per il quotidiano The Independent la veridicità delle affermazioni della AFS, spiegando come questi ultimi si avvalgano di un semplice impianto pilota, un’installazione di piccola-media taglia che serve a riprodurre in scala il comportamento dei grandi impianti industriali, per estrarre il biossido di carbonio dall’aria con procedure ben note da tempo.

L’impianto cattura la CO2 e l’acqua dall’aria, sottopone l’acqua ad elletrolisi per produrre idrogeno e sfrutta la conseguente reazione fra l’idrogeno e l’anidride carbonica per generare idrocarburi. L’AFS stessa dichiara che il tutto potrebbe sembrare “troppo bello per essere vero”, ma non mette in dubbio la serietà del proprio staff tecnico, garantendo l’effettiva possibilità di una produzione su larga scala; un’analisi indipendente condotta da un team di ingegneri esterni all’azienda conferma che un impianto con una capacità produttiva giornaliera di una tonnellata non solo risulterebbe competitivo con quelli analoghi impiegati per produrre combustibili fossili ma, a differenza di questi ultimi, eliminerebbe altresì la dispersione di agenti inquinanti nell’ambiente. Nonostante i soliti pareri scettici da parte di alcuni esponenti della comunità scientifica quali Paul Marrks, corrispondente per la rivista New Scientist, e il Prof. Douglas Stephan dell’Università di Toronto, potrebbe ampliarsi il ventaglio delle scelte a nostra disposizione per liberarci definitivamente dall’ormai insulsa (nonchè dannosa) dipendenza dai combustibili fossili.

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