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Twesume: l’innovativo curriculum in un Tweet

Twesume: l’innovativo curriculum in un Tweet
Antonio Catacchio

di Antonio Catacchio
Chi non ha mai fatto un Curriculum Vitae? Ormai tutti conoscono la necessità di averne uno per trovare lavoro, considerato il biglietto da visita per intraprendere qualsiasi professione. Data l’importanza di un CV vincente, che risulti interessante e che non venga cestinato nell’arco di pochi secondi, vengono sovemente organizzati corsi di preparazione, conferenze o manuali di istruzioni per la corretta compilazione della propria ‘presentazione’. Tutto questo, però, a partire dall’America, pare possa essere superato grazie alla nuova trovata di Twitter, il Twesume, un curriculum-tweet di soli 140 caratteri.

La tendenza sta impazzando oltreoceano, rivelandosi efficace e al passo con i tempi, sempre più informatizzati. L’avvento di internet e dei social network ha trasformato oltre che i rapporti sociali e umani, anche il mondo del lavoro; infatti i social network, a partire da Linkedin, a Facebook fino ad arrivare a Twitter hanno trasformato sia il modo di cercare occupazione, di farsi conoscere e di accreditarsi nel mondo del lavoro, sia il modo di presentarsi. In soli 140 caratteri lo Twesume, (“Twitter” e “resume”, curriculum in inglese), si defila come il curriculum per il social recruting, adatto a tutti coloro che vogliono candidarsi in modo originale prediligendo, però, la sintesi. La vita virtuale ha innovato anche il settore del business search, infatti oggi migliaia di aziende sono online e permetteno la creazione diretta di rapporti tra individui anche a distanza, con un flusso maggiore di informazioni e relazioni, rivoluzionando così la ricerca del lavoro, attraverso il social recruting, che cavalcando l’onda dell’innovazione ha soppiantato il vecchio curriculum cartaceo, con un Tweet, in cui si deve brevemente presentare la propria persona, le proprie competenze e i propri interessi.

Caratteristica di rilievo risulta essere sempre più la reputazione online dell’utente, rilevabile dai suoi link, dagli share (condivisioni), e soprattutto dai cosiddetti follower, i seguaci. Questo potrebbe ben presto diventare un requisito preferenziale, al pari di un titolo di studio, per essere presi in considerazione da un’azienda per una determinata collocazione lavorativa. Non resta che sperare che la nuova tendenza, ora oltreoceano, giunga anche in Italia, e dia una svolta positiva in ambito lavorativo ai molti giovani in cerca di occupazione.

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Antonio Catacchio
@tonykataklios

Nato a Bari nel freddo gennaio del 1979, non ha intrapreso esclusivamente l'Università della vita, come molti oggi vanno orgogliosamente sostenendo. Oltre a quella infatti si è anche laureato in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Bari nel 2009 con una tesi in diritto penale dal titolo "La frode informatica". Dopo aver sostenuto gli scritti per l'esame di avvocato nel dicembre 2011, si inerpica come un dedalo, nella realizzazione di un magazine online iniziando a studiare SEO, SEM e aprendo account online su social media d'ogni genere per iniziare a carpirne funzionamento ed evoluzioni. Tra un lavoro occasionale ed un altro a tempo determinato, dirige e conduce gli aspetti organizzativi del progetto corrieredellepuglie.com, di cui è il maggiore artefice. Nel 2013 fonda insieme a Claudio Santovito, Roberto Loizzo e Teresa Manuzzi l'Associazione InformAEticaMente.it, editrice del corrieredellepuglie.com.

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