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Tartan Noir: scrittori dal cuore impavido
Sabato 11 Maggio, Foggia è stata la città più scozzese d’Italia.

Tartan Noir: scrittori dal cuore impavido
Sabato 11 Maggio, Foggia è stata la città più scozzese d’Italia.
Candido Marinelli

di Candido Marinelli
Nessuna invasione di uomini in kilt e cornamuse, la tipica cucina foggiana non è stata inondata da birra e whisky e l’estate afosa, calda e siccitosa è già nell’aria, altro che le fresche e ventose estati scozzesi.
A conquistare per una notte intera il capoluogo foggiano è stato un genere letterario tra i più amati nel nostro Paese, il Tartan Noir, con la straordinaria presenza di due tra i suoi più illustri esponenti : Allan Guthrie e Ray Banks .
In tour promozionale da qualche settimana in Italia, Foggia e in particolare la libreria “indie” Stilelibero, nota roccaforte del noir in terra pugliese, hanno rappresentato l’unica tappa al Sud del duo scozzese.
Per dare ancora più lustro alla serata e far aumentare i rimpianti di chi non ha potuto viverla, è doveroso aggiungere che l’evento è stato magistralmente condotto da Matteo Strukul, astro nascente del noir italiano (definizione dal grande Joe R. Landale, non l’ultimo arrivato ) ideatore e fondatore del movimento letterario Sugarpulp e da qualche mese in libreria con il suo ultimo romanzo “Regina Nera” per le Edizioni E/O. Interprete della serata, Marco Piva Dittrich , anche traduttore degli ultimi romanzi ufficiali di Allan Guthrie e Ray Banks per la casa editrice Revolver Libri di edizioni BD.

1 – Che cos’è il Tartan Noir ?

Guthrie
: Tutta colpa di un grande del noir americano, James Ellroy. In occasione della pubblicazione di un romanzo, ha descritto il nostro Ian Rankin , come ” Re del Tartan noir” . Penso che si sia trattato di uno scherzo ( il tartan è il particolare disegno dei tessuti in lana dei kilt scozzesi) , ma è stata un’etichetta vincete , un’ottima arma pubblicitaria, ma è vastissima. Perché include atmosfere più dark , più pulp come le mie e quelle di Ray , ai polizieschi più classici, come quello di Alex Gray . Io preferisco definirmi scrittore di noir.

Banks : Un etichetta, appunto , come ha detto il mio amico Allan, ma che è stata utile in Scozia a creare un po’ una “banda”. Oltre ad essere i maggiori acquirenti di libri, perché sa , da noi i libri non si regalano, neanche tra amici (sorride…) , ci supportiamo uno con l’altro e se ora posso definirmi scrittore , devo ringraziare i miei colleghi che mi hanno aiutato molto all’inizio.
Poi , se proprio vuole una risposta più tecnica, possiamo trovare degli elementi che accomunano i nostri scritti. Abbiamo radici profonde nella nostra patria – i nostri protagonisti, quasi sempre di sinistra, fanno parte della classe operaia , quella che da sempre è abituata a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Questa è la causa principale del nostro black humour. Forse anche per il tempo grigio e quello spirito anti- inglese, mai placato negli anni.

2 – “Notte sanguinaria” è l’ultimo romanzo di Allan Guthrie pubblicato, come il precedente “Dietro le sbarre”, dalla Revolver. A differenza del primo, più cupo e con una forte componente psicologica, “Notte sanguinaria” è una storia folle. Dal bagno di sangue nell’incipit, è un susseguirsi di colpi di scena , conditi da scene molto pulp e black humour. Da quale idea è nato il romanzo?

Guthrie: Tengo a precisare che l’Edimburgo di cui narro in “Notte Sanguinaria”, è ben differente dalla città in cui abito e amo. Sicuramente una città più sicura. Penso che sia uno degli aspetti più belli dell’essere scrittore, stravolgere la realtà a proprio piacimento. Quando scrivo parto sempre da una notizia reale , davvero in Scozia abbiamo avuto episodi di omicidi a colpi di katana (tradizionale spada giapponese) come nel mio romanzo. Ma che scrittore sarei se mi limitassi a descrivere quello che tutti possono vedere dalla finestra di casa? Quando scrivo non penso mai a chi possa leggere il mio romanzo, entro nella testa del protagonista e lo faccio agire con una sola regola: niente bontà verso il lettore. Altrimenti scriverei solo cose noiose e forse venderei qualche libro in più.

3- “I Lupi” pubblicato nel 2012 dalla Revolver, è una storia spettacolare e anfetaminica . Con il susseguirsi della pagine , quella che poteva sembrare una storia di vendetta, diventa una corsa al massacro con i protagonisti pronti a sbranarsi tra loro. Come sei diventato scrittore?

Banks: Sono un bugiardo cronico. Le storie assurde sono il mio forte. Ho sempre voluto raccontare storie, anche se devo ammettere che il mio primo amore sono stati i film. Ho iniziato a scrivere quando ho capito che mi servivano soldi e amici disponibili per fare film e che per scrivere un romanzo mi bastava essere solo in una stanza tutta per me. Sono un appassionato di cinema, nei “I Lupi” c’è anche un piccolo omaggio al vostro e in particolare a Franco Nero. Registi britannici come Kean Loach, Allan Clarke e Guy Ritchie mi hanno influenzato tantissimo sia a livello di tono che nelle sfumature dell’ambientazione. Poi sono un fanatico della crime fiction americano. Fondi le due cose, mettici un po’ di ironia e l’uso dello slang per caratterizzare i personaggi, ed avrai la ricetta perfetta dei miei romanzi.

ALLAN GUTHRIE : vive a Edimburgo e ha una passione sfrenata per il Cappuccino Italiano. Autore di cinque romanzi e tre novelle ha vinto nel 2007 il “Theakstons Old Peculier Crime Novel Of The Year” ed è stato finalista all’Edgar, all’Anthony e al Gumshoe Award. I suoi romanzi sono stati tradotti in dodici lingue, fra cui italiano, francese, tedesco, turco, danese, spagnolo e finlandese.

RAY BANKS : è nato a Kirkcaldy, ma vive a Newcastle. Autore di sette romanzi, due novelle e decine di racconti, è tradotto in quattro lingue, ha lavorato come vetraio, croupier e cantante ai matrimoni, prima di raggiungere il successo come autore. Nel 2012 ha vinto lo Spinetingler Award.

Risorse correlate esterne:
http://www.revolverlibri.it/

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