Arte, cultura e spettacolo

Vimeo: una piattaforma al servizio della creatività

Vimeo: una piattaforma al servizio della creatività
Federica Bartoli

di Federica Bartoli
Fondato nel 2005 da Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim, Youtube rappresenta il sito di video sharing più cliccato al mondo, vantando dalla fine del 2012 l’esorbitante cifra di un miliardo di utenti, il moltiplicarsi delle registrazioni, il caricamento di una cospicua quantità di ore di video ogni mese.
Acquistato nel 2006 dalla Google Inc. per la modica cifra di 1,65 miliardi di dollari, Youtube risulta essere il terzo sito più cliccato in assoluto, preceduto solo da Google e da Facebook, continua a dominare, quanto a diffusione e popolarità la categoria dei siti destinati alla condivisione di materiale video.
Nonostante le statistiche conferiscano a Youtube lo scettro di “dominatore incontrastato” della rete nel suo ambito, pare che la piattaforma non sia più presa in considerazione come risorsa numero uno da una nutrita fetta di filmmakers indipendenti e cineasti che necessitano di una vetrina attraverso la quale divulgare le proprie realizzazioni creative.
Addirittura più anziano di qualche mese rispetto al ben più celebre concorrente, Vimeo rappresenta una concreta alternativa al colosso avente sede a San Bruno in California, ponendo a disposizione dell’utente (a detta di larga parte dei fruitori) una professionalità ed una maggiore, se non quasi totale, attenzione nei confronti delle produzioni creative ed originali degli utenti, come già traspare dal nome stesso del sito che riporta il termine “video” modificato attraverso l’aggiunta di “me” al suo interno, divenendo così l’acronimo della parola inglese “movie”.

Il sito fu fondato nel novembre del 2004 da Jake Lodwick e Zach Klein, fu comprato poi dalla IAC nel 2006 ed è arrivato a gestire un traffico di oltre 65 milioni di utenti unici al mese, con 8 milioni di iscritti.
Condivide col ben più famoso avversario numerose prerogative, tra cui il divieto assoluto alla pubblicazione di materiale pornografico o che istighi alla violenza e all’odio, violazioni del copyright (spezzoni di show televisivi, film o video musicali. Dal 2006 Youtube si sta impegnando in una campagna contro le violazioni del copyright, ma il fenomeno è talmente diffuso che il team non è ancora riuscito ad arginarlo completamente); è proibito il caricamento di video commerciali, sponsorizzazioni o promozioni di prodotti, il tutto volto alla diffusione e alla condivisione di video creati direttamente dall’utente.
Vimeo consente di scegliere fra opzioni differenti in merito alla natura dell’account che può quindi rimanere di tipo “basic” con le dovute limitazioni (solo 500MB di caricamento alla settimana, nessuna priorità nella conversione del video, la possibilità di pubblicare solo un video in HD), oppure può essere incrementato nella formula “Vimeo Plus”, comprensiva di un costo che ammonta a 7,95 euro mensili, ma che garantisce uno spazio di archiviazione pari a 5GB a settimana, la possibilità di caricare illimitati video in HD, una più avanzata personalizzazione del player e altro ancora.
L’elemento che probabilmente sottolinea in maniera più decisamente marcata la forte attenzione dedicata alle produzioni creative è la “Vimeo Video School”, un’iniziativa inaugurata nel dicembre del 2010 e che consiste nella fruizione di video-lezioni concernenti metodologie e tecniche che gli aspiranti filmmakers possono apprendere ed applicare a loro volta.

La produzione creativa è stata ulteriormente incentivata mediante l’organizzazione di un vero e proprio festival (Vimeo Film Festival) che ha luogo a New York, durante il quale una giuria di elevata competenza (tra i suoi membri per l’edizione del 2010 anche il pluripremiato regista David Lynch) ha conferito un premio in denaro al miglior video creativo.
Utilizzando un account Vimeo di tipo “Pro” (in questo caso previo pagamento di 17 euro al mese), non solo lo spazio di archiviazione aumenta di cento volte rispetto al basic, ma attraverso la recentissima introduzione dell’opzione “Vimeo On Demand”, gli utenti possono decidere di distribuire i propri lavori impostando un prezzo di visualizzazione e detenendone il 90 % del fatturato.
Non sono consentiti video che contengano annunci e che compaiano sovrapposti ad altri video cosi come accade per la cosiddetta “Trueview” di Youtube che, nella sua forma “In-stream” (gli annunci compaiono prima dell’inizio del video, ma possono essere interrotti dopo 5 secondi dallo spettatore) è frequentemente contestata dall’utenza.
Vimeo rappresenta in definitiva un grande luogo di incontro e scambio in cui si riuniscono le competenze di una community consapevole del grande livello di professionalità offerto dal sito, nonostante una cassa di risonanza assai più moderata rispetto al colosso Youtube, disponibile oramai in numerosi paesi del mondo ed in più di sessanta lingue (Vimeo è disponibile solo in inglese e spagnolo).

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