Cronaca estera

Crash Asiana 214, prime indagini del NTSB.

Crash Asiana 214, prime indagini del NTSB.
Claudio Santovito

di Claudio Santovito
A detta degli esperti, che abbiamo ascoltato in passato per altre questioni, l’obbiettivo delle indagini successive ad un incidente aereo non è trovare un colpevole, ma chiedersi cosa si poteva fare per evitarlo. Nel caso del crash landing del Boeing Asiana 214, incendiatosi subito dopo il touch down sulla pista di San Francisco lo scorso 6 luglio, il NTSB (National Transportation Safety Board) ha accertato che la traiettoria di volo del Boeing 777 era “significantly below”, “significativamente al di sotto” della velocità prescritta dal corretto approach e che, poco prima del contatto con la pista, i due piloti hanno cercato di riattaccare per evitare complicazioni. Purtroppo non ci sono riusciti e il velivolo ha preso fuoco, uccidendo due ragazze (Wang Linjia e Ye Mengyuan, 16 anni, dirette in America per una vacanza studio) e ferendo 182 occupanti.
L’inchiesta abbraccia quattro grossi rami: le cause dell’incidente, l’effettiva competenza dei piloti, la colpevolezza dei mezzi di soccorso e la sicurezza dei sedili di Asiana Airlines.


Cosa può aver causato l’errore? Una portavoce di Asiana Airlines, Lee Hyomin, ha dichiarato che il primo ufficiale Lee Gang-guk aveva totalizzato circa 10.000 ore di volo, ma solo 43 sul 777. Il comandante, invece, Lee Jeong-min, risulta avere alle spalle 12.390 ore di volo, di cui 3220 con il 777. Piloti esperti, dunque, ma con un monte ore relativamente basso per pilotare un 777. Poco prima del contatto con il suolo, a circa 500 piedi (150 metri) i due piloti si sono accorti della bassa velocità (l’auto-throttle era armato) e della bassa altitudine che stavano causando uno stallo; l’aereo ha poi colpito un frangiflutti della baia di San Francisco a inizio testata, rompendosi e sbalzando fuori due assistenti di volo. L’equipaggio è stato poi sottoposto, come da prassi, a test per rilevare la presenza di alcool o droghe nel sangue, risultato negativo.
Altra questione delicata, della quale non si ha ancora riscontro, è certamente quella legata alla possibilità che una delle due ragazze decedute sia stata investita dai mezzi di soccorso: attualmente, gli inquirenti stanno analizzando i video di sorveglianza dell’aeroporto di San Francisco.
Stando alle testimonianze dei sopravvissuti, dopo il primo contatto – in relazione al quale si è staccata la coda – l’aereo ha impiegato 20 secondi per fermarsi definitivamente, istanti interminabili per chi era a bordo: ed è certamente un miracolo, secondo quanto afferma Eugene Rah, passeggero di business class, che su 307 occupanti il velivolo, solo due siano morti e 182 siano rimasti feriti.
Infine, c’è la questione della sicurezza dell’aeromobile: molti sedili sono collassati, altri sono stati sradicati all’esterno, mentre uno scivolo di emergenza si è aperto all’interno della cabina imprigionando un’assistente di volo.
Tutti elementi su cui il NTSB dovrà fare chiarezza.

Qui, il video che immortala l’incidente:
San Francisco Plane Crash Moment of impact | Asiana Airlines Crash | HQ

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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