Costume & Società

In Italia i docenti meno pagati e più vecchi dell’area Ocse

In Italia i docenti meno pagati e più vecchi dell’area Ocse
Mariangela Lomastro

di Mariangela Lomastro
L’Italia non è nuova a queste notizie. Secondo una indagine dell’Anief (Associazione Nazionale Insegnanti E Formatori) la nostra Nazione detiene un duplice record negativo: è la patria degli insegnanti peggio pagati, e di quelli più vecchi. L’impietosa conferma è arrivata con il nuovo rapporto “Education at a glance” dell’Ocse stessa.
Per quanto riguarda lo stipendio, il gap a inizio carriera (29.418 dollari per un prof italiano, contro 31.348 di media dei 34 membri dell’organizzazione), diventa sempre maggiore con il procedere dell’esperienza lavorativa: 36.928 dollari per un professore italiano con 15 anni di anzianità, contro 41.665 di media Ocse. La forbice a fine carriera arriva addirittura a 8 mila euro.

Dal rapporto emerge che nel 2011 il 47,6% dei docenti elementari, il 61% di quelli delle medie inferiori e addirittura il 62,5% di quelli delle superiori aveva oltre 50 anni. Il dato ancora più allarmante è che negli ultimi anni un numero decisamente limitato di giovani è stato assunto nella professione di insegnante.
Per l’Anief <<si tratta di una normale conseguenza degli scellerati provvedimenti presi dagli esecutivi che si sono susseguiti a partire dal 2006>> e l’associazione aggiunge <<il Governo non può continuare a rimanere indifferente di fronte a certe indicazioni. Serve un cambio di direzione>>.
Marcello Pacifico, presidente dell’Anief ha commentato <<Stiamo pagando un conto salatissimo iniziato con il taglio degli organici, che ha cancellato 200mila posti in 6 anni, e continuato con il blocco del turn over e si è concluso con lo stop al rinnovo degli scatti e degli stipendi. Il risultato è che oggi i nostri alunni si ritrovano davanti insegnanti anziani, stanchi e demotivati. Mentre i giovani vengono lasciati fuori, anche quando sono abilitati e meritevoli si ritrovano ad entrare in ruolo ormai alle soglie dei 50 anni>>.

L’attenzione è anche caduta sulla poca istruzione degli italiani.
Tra il 2000 e il 2006 c’è stato un aumento delle iscrizioni all’Università, ma poi il dato ha ricominciato a scendere, e nel 2011 le iscrizioni sono risultate del 48% contro una media Ocse del 60%. Inoltre, la percentuale di adolescenti che progettano di andare all’università dal 2003 al 2009 è scesa dal 52% al 41% e su questo ha ovviamente influito tantissimo la crisi e il vedere di continuo giovani laureati in difficoltà, senza lavoro o mal pagati. In Italia, infatti, i laureati di età compresa tra 25 e 34 anni guadagnano solo il 22% in più dei loro coetanei che hanno solo il diploma. La media Ocse, in questo caso, è del 40% in più. I lavoratori laureati tra 55 e 64 anni di età, invece, guadagnano il 68% in più dei coetanei, ma la media Ocse resta comunque superiore: è, addirittura, del 73% in più.

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