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Amazon acquisisce il Washington Post. E a Parigi le librerie si alleano contro il colosso americano

Amazon acquisisce il Washington Post. E a Parigi le librerie si alleano contro il colosso americano
Claudio Santovito

di Claudio Santovito
In poco meno di vent’anni Amazon, fondata a Washington da Jeffrey Bezos, è diventata leader nella vendita di libri, cd, dvd, e-book, software, videogiochi, prodotti elettronici e quant’altro, raggiungendo un fatturato di oltre 48 miliardi di dollari nel 2011 con un utile netto di 631 milioni di dollari. In Italia Amazon è attiva dal novembre del 2010 e ha già raggiunto risultati eccellenti, mettendo in crisi – più di quanto non lo sia già – l’editoria locale. Amazon, infatti, lavorando sulla quantità, riesce a realizzare sconti anche del 30% su ogni singolo titolo. Ma ci sono le spese di spedizione, penserà giustamente il profano: vero, ma con una spesa attenta e cumulativa si possono tranquillamente evitare. E le piccole librerie? Chiudono, naturalmente, strangolate dal nodo scorsoio del gigante americano.

Ma Amazon non si ferma soltanto a questo: dopo aver annunciato che la sua piattaforma verrà utilizzata per favorire l’incontro tra acquirenti di opere d’arte e gallerie e mercanti d’arte (lo apprendiamo da Le Parisien, che scherza sul fatto che si potrà acquistare su Amazon un “frammento di ninfee di Claude Monet a soli 2,5 milioni di dollari o una serigrafia di Andy Warhol a soli €870.000”), Jeffrey Bezos ha messo a segno un colpo importante.
La scorso 5 agosto, infatti, Jeffrey Bezos ha acquisito, per la singolare somma di 250 milioni di dollari, il Washington Post, popolare quotidiano statunitense, il quinto quotidiano più diffuso negli Stati Uniti per tiratura, fondato nel 1877. Il precedente proprietario, per ben quattro generazioni, è stato la famiglia Graham. Dalle dichiarazioni di Donald Graham, a.d. del Washington Post Co, si evince una situazione vicina al collasso per il quotidiano che, in virtù della recessione globale e dell’avvento del digitale ai danni del cartaceo, sta vivendo un momento poco florido (si parla addirittura di un calo degli utili del 44% negli ultimi sei anni).

Ed è stata questa, forse, la chiave di volta che ha convinto i Graham a cedere il passo. Perchè Amazon, stando a quanto riporta lo stesso quotidiano, “promises a potential transformation of the fusty mechanics of the newspaper business”, promette cioè di rinverdire e ottimizzare il business del quotidiano americano. Basti pensare che nel 2012 Amazon ha generato 609,9 milioni di dollari derivanti dal digital advertising, il 45,5% in più rispetto all’anno precedente.

Ma intanto, cosa sta succedendo dall’altra parte dell’oceano?

A Parigi alcune librerie, stanche di essere costantemente sopravanzate da Amazon e rischiando la chiusura, hanno deciso di allearsi, fondando una specie di cooperativa. In cosa consiste? Facile: 64 librairies parigine hanno pubblicato in rete il portale Paris Librairies. Il lettore clicca sul portale, digita il titolo desiderato, visualizza l’anteprima e, se interessato, cerca la libreria più prossima dove il testo è disponibile. Quindi, vi si reca di persona, non perdendo il fascino romantico (e Parigi in questo è maestra) del contatto con la cellulosa, che nessun e-book potrà mai fornire. Nella ville lumière, dove anche la Fnac arranca, vi sono 363 librerie (quasi una al giorno, per i lettori incalliti) senza contare gli stores più qualunquisti. Le Parisien ha raccolto la testimonianza avvilita di una libraia, Laura de Heredia, che ha ripetuto il ritornello che si sente dire da anni: “Vous n’avez pas ce livre en magasin? Je vais le commander sur Amazon”, senza pensare che una libreria – oltre che per evidenti motivi di spazio – non può fare scorta di un prodotto (pagato a monte) senza la certezza di riuscire a rivenderlo. Ma il cliente 2.0 vuole tutto e subito, perciò ricorre ad Amazon (che non consegna in meno di 24 ore).

E in Italia, quali contromosse prenderemo?

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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