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Lavorare in TEAM

Lavorare in TEAM
Pasquale Adamo

di Pasquale Adamo
Il termine TEAM è l’acronimo di Together Everybody Achieves More: “tutti insieme otteniamo di più”. Infatti, il lavoro di squadra spinge alla cooperazione per il raggiungimento degli obiettivi, piuttosto che alla competizione fra i singoli membri del team.

Lavorare come una squadra, in un team affiatato, trasforma i singoli in un gruppo vincente, i componenti tendono ad assumenrsi più facilmente responsabilità, sono più motivate all’azione e meno ansiose.

Ovviamente, un’azienda che può contare su una squdra di lavoro unita e coesa, risulta essere più produttiva e vincente. Per questo, il lavoro in team è  diventato la regola organizzativa prioritaria , un modus operandi per raggiungere risultati d’eccellenza. Quante volte, infatti, ci è capitato di leggere negli annunci di lavoro: si richiede predisposizione al lavoro in Team?


Il primo passo da compiere per lavorare efficacemente con gli altri, è riconoscere il proprio ruolo. Tutti noi assumiamo un ruolo all’interno di una squadra di lavoro. Questo ruolo comporta delle responsabilità, delle capacità e abilità, ma comporta anche dei limiti operativi.

Vediamo quali sono i principali ruoli che si possono assumere durante il lavoro di squadra:

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1. Il SEMINATORE: fornisce le idee e gli spunti dai quali crescono importanti sviluppi. Possono essere molto creativi e innovatori. Il loro limite operativo è che tendono a reagire con forza alle critiche e a perdersi nella strenua difesa delle loro idee.

2. Lo SPECIALISTA: ha un ruolo indispensabile nel team, perchè forinisce competenze e skill difficili da trovare e necessarie per il raggiungimento del risultato. Sono concentrari sulla conoscenza sempre più specializzata. Limite operativo: tendono a disinteressarsi di argomenti o aspetti che non rientrino nel campo di conoscenza.

3. Il PICCOLO CHIMICO: sono molto attenti, seri e prudenti. Hanno una acuta capacità di giudizio e di analisi. Sono molto abili nel valutare i pro e i contro. Limite operativo: non riescono a prendere molte decisioni in un breve lasso di tempo.

4. OPERAIO: hanno un grande senso del pratico, controllo e autodisciplina. Eseguono alla perfezione i compiti assegnati, con grande puntalità e precisione. In un team sono utili per la loro affidabilità e applicazione. Limite operativo: hanno poca capacità di iniziativa e spesso, sono rigidi e inflessibili.


5. CAPO: Amano la sfida, sfidare gli altri e vincere. Amano guidare e spingere gli altri all’azione. Sono molto competitivi e sanno lavorare sotto pressione. Limiti operativi: poco predisposti all’ascolto e alla negoziazione.

6. Il NEGOZIATORE: sono molto bravi nella comunicazione e nell’esplorare nuove opportunità per il team e l’azienda. Sanno cogliere l’efficacia delle idee degli altri e svilupparle. Limiti operativi: vivono ai margini del team, essendo predisposti al contatto con l’esterno.

7. Il COORDINATORE: sanno coordinare il lavoro dei singoli verso l’obiettivo comune. Sono rapidi nell’individuare la persona giusto a posto giusto. Sanno delegare con facilità e sicurezza. Limiti operativi: tendono a scontrarsi con il “capo”.

8. Il COMPAGNO: Lavorano per gli altri. Sono molto attenti alle esigenze dei singoli. Operano con molta sensibilità e attenzione. Sono molto flessibili e adattabili alle varie situazioni e persone. Preziosi per appianare conflitti, migliorare il clima di lavoro e supportare gli altri. Limite operativo: nelle situazioni critiche tendono ad essere indecisi.

Saper lavorare in Taem richiede diversi passaggi. Il primo step è quello di riconoscere il proprio ruolo e lavorare sui limiti operativi legati a quella posizione all’interno del gruppo. In questo modo, potenzieremo le nostre funzioni e lavoreremo sulle nostre aree di miglioramento, sia operative che comportamentali. L’intero team di lavoro ne beneficerà.

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2 Comments

  1. luigi de vecchis

    23 agosto 2013 at 16:00

    Prima di avere la fortuna (fortuna audacet iuvant) di diventare Capo (sono stato AD di una grande multinazionale tedesca), ho rilevato che i Capi non sanno scegliere collaboratori migliori di lui stesso, ritengo per primeggiare nel confronto. Niente di più sbagliato perché se sei il Capo il tuo ruolo non è quello di essere il migliore, ma di scegliere i migliori.

  2. Pasquale Adamo

    Pasquale Adamo

    24 agosto 2013 at 14:50

    Luigi hai perfettamente ragione! E’ una dinamica (spesso inconsapevole) che subentra nei “capi” che devono scegliere le loro risorse. Se durante la selezione incontrano una risorsa molto preparata e con margini di crescita imprevedibili, tendono a scartarla!!
    Per questo, è consigliabile affidarsi a Recruiter esterni all’azienda, che non avendo alcun rapporto con l’azienda stessa ed essendo pagati per scegliere “la risorsa giusta al posto giusto” non cadono nella trappola da te descritta.

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