Politica estera

Gli eroici discendenti di Attila: l’Ungheria e gli OGM

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Gli eroici discendenti di Attila: l’Ungheria e gli OGM
Pierfrancesco Caira

Se studiamo le gesta di Attila l’Unno dai nostri testi scolastici, ci verrà presentato come un feroce barbaro invasore del suolo italico; in Ungheria invece, suo Paese natale, è considerato un eroe nazionale e molte vie e piazze sono dedicate a lui… questione di punti di vista! Un punto di vista sicuramente interessante è quello dei discendenti di Attila nei confronti dei famigerati OGM e dalla multinazionale Monsanto, che ne è la maggior produttrice. L’Ungheria infatti ha bruciato oltre 800 ettari di campi coltivati ad OGM negli ultimi due anni; secondo Lajos Bognar, segretario di Stato del Ministero per lo Sviluppo Agricolo, fortunatamente non vi è stata alcuna contanimazione dei campi coltivati con sementi non transgeniche tramite il polline. Tuttavia, anche se per i produttori e i commercianti di sementi vige l’obbligo di garantire che la merce sia OGM-free e i controlli vengono effettuati prima della loro immissione sul mercato, le ispezioni continueranno a tamburo battente.

I controlli effettuati nel 2011 hanno rilevato prodotti della Monsanto e della Pioneer fra i semi già piantati, in seguito i notiziari hanno riferito alla popolazione del coinvolgimento dei due maggiori esportatori internazionali, paventando l’eventualità che nell’intera nazione le piantagioni OGM occupassero già alcune centinaia di ettari, il che ha portato alla rivolta dei coltivatori e alla decisione di bruciare il raccolto. Alla fine dello scorso maggio altri 500 ettari sono stati dati alle fiamme: il piglio deciso con cui l’Ungheria si oppone al progetto delle multinazionali, su tutte la Monsanto, di prendere il controllo anche delle colture tradizionali tramite l’ibridazione generata dal polline trasportato dal vento e dagli insetti, andrebbe preso come esempio da seguire per tutti gli altri Stati dell’Unione. Una lista dei Paesi che vietano gli OGM è reperibile sul sito della Organic Consumers Association, frattanto nelle Hawaii è al vaglio del Senato una proposta che mira a proibire l’uso di sementi transgeniche nelle isole.

Il governo statunitense, al soldo dei lobbisti delle multinazionali, oltre a promuoverne la diffusione intende vietare persino l’etichettatura dei prodotti contenenti OGM. Le conseguenze dei comportamenti criminali delle multinazionali che operano nel ramo delle biotecnologie mettono a rischio la stabilità dell’intera biosfera e, dunque, l’umanità nel suo complesso; sarebbe ora di iniziare ad imitare il popolo magiaro ed eliminare gli OGM per sempre.

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