Cronaca

Lady Diana, fu omicidio? Torna l’ipotesi del complotto

Lady Diana, fu omicidio? Torna l’ipotesi del complotto
Roberto Loizzo

di Roberto Loizzo
Nel presunto “omicidio” della principessa Diana sarebbero coinvolte nientemeno che le forze speciali britanniche, le ‘Sas’. E’ quanto rivela in esclusiva il Daily Mirror, citando particolari sulle nuove informazioni che Scotland Yard ha ricevuto da fonti militari, sulla morte dell’ex principessa di Galles.
Era il 31 agosto 1997 quando la Mercedes su cui era con il partner, Dodi al Fayed, si schiantò contro un pilone del tunnel del “Pont de L’Alma” a Parigi.
Le indagini furono archiviate nel 2008 come un incidente e la responsabilità attribuita all’autista Henry Paul. Secondo la versione ufficiale l’autista Henri Paul era ubriaco e nella fretta di seminare i paparazzi ha causato l’incidente, spingendo la propria autovettura  ad una velocità eccessiva, perdendone il controllo. Altro elemento è stato individuato con precisione: la S280 ha urtato il tredicesimo pilastro a 85–90 km/h. Non di più. È a questo punto che si delinea la prima, grave, responsabilità di chi ha realizzato quelle infrastrutture stradali. Nonostante ogni giorno siano migliaia i parigini che percorrono quella galleria nei due sensi, i piloni non sono protetti né da guard rail, né da barriere di cemento. Non a caso, le tracce dell’incidente del 31 agosto si mescolano a quelle di tanti altri urti contro le pareti e i piloni da parte di meno famosi automobilisti.

Ma sono tante anche le ipotesi di complotto ai danni della Principessa Diana e del suo compagno Dodi Al-Faied e la prima riguarda il coinvolgimento del MI6. Queste voci sono iniziate a circolare dal 1998 a causa di una serie di morti sospette, sia antecedenti che  susseguite nel tempo, di persone più o meno collegate alla storia della morte di Lady D. La prima morte collegata alla storia della Principessa, è quella della guardia del corpo Barry Mannakee, con il quale Diana ebbe una relazione a Kensigton House. Questa, però, avvenne nel 1987 in Scozia a seguito di un incidente stradale, ma con la morte della Principessa Diana ed i molteplici sospetti su quell’incidente, sono state rivisitate le circostanze che hanno fatto ritenere quell’episodio solo una semplice e tragica fatalità ed hanno portato a guardare con sospetto anche questa morte. Le morti, invece, successive all’incidente stradale nel quale ha perso la vita Lady D. sono: quella del fotografo James Andanson, il cui corpo è stato ritrovato privo di vita nel 2004 in un bosco, a seguito di un presunto suicidio, nelle campagne francesi di Montpellier, e quella dello scrittore Frederic Dard, al quale lo stesso Andanson aveva  confidato d’esser stato presente con la sua Fiat Uno nel Tunnel de l’Alma.

Il più grande sostenitore del complotto è sempre stato Mohamed Al-Fayed, padre di Dodi. Ulteriore prova del coinvolgimento dell’MI6i furono le dichiarazioni dell’agente dismesso presso i loro servizi, Richard Tomlinson, che per l’indagine Paget (indagine parallela della Polizia Metropolitana Inglese) dichiarò che l’incidente fu causato da alcuni agenti del MI6 che utilizzarono un raggio laser per accecare l’autista e farlo sbandare. Questo andrebbe a confermare le testimonianze di chi affermava di aver visto un forte bagliore subito prima dello schianto.
Altra ipotesi ha, invece, riguardato un possibile coinvolgimento della casa reale sull’onda della teoria che vede il MI6 complice dell’incidente. Secondo questa teoria il mandante del progetto omicida sarebbe da ricercare nel principe Filippo di Edimburgo. Il tutto si basa sul ritrovamento di una lettera scritta da Diana in persona alcuni mesi antecedenti la sua tragica scomparsa, in cui spiega timorosamente la paura di venire uccisa tramite incidente stradale orchestrato dal suo ex marito Carlo, principe di Galles. I motivi che avrebbero spinto la famiglia reale ad uccidere la donna sono da riscontrarsi nella sua relazione segreta con Dodi Al-Fayed, di cui Diana sarebbe rimasta incinta; un figlio di origini arabe, che quindi sarebbe diventato fratello dell’erede al trono, avrebbe creato una situazione molto scomoda.

Secondo il Mirror i nuovi elementi sono emersi durante il secondo processo davanti ad una corte marziale del sergente Danny Nightingale. Le informazioni sono contenute un una lettera inviata al comandante del reggimento di elite delle Sas (Special Air Service), dai suoceri di un cecchino dell’unità, indicato solo come ‘soldato N.’. Quest’ultimo era un ex coinquilino del sergente Nightingale e nel testo si vantava che le Sas “erano dietro la morte della principessa Diana”.

La nuova indagine sarà portata avanti da agenti dell’unità criminale dell’agenzia. Scotland Yard ha precisato che l’iniziativa non costituisce una riapertura dell’inchiesta sulla morte della ex moglie del principe Carlo il 31 agosto 1997 in un incidente stradale a Parigi e non ha nulla a che fare con la cosiddetta Operation Paget, l’indagine guidata da Lord Stevens che nel 2006 aveva smontato le teorie del complotto che circondavano la morte di Diana e di Dodi.

Quindi la precisazione: “Siamo appena agli inizi. Non è escluso che una nuova inchiesta possa essere aperta“, ha ipotizzato SkyNews.

Avv. Roberto Loizzo
Criminologo Forense

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Roberto Loizzo

Avvocato e Criminologo Forense. Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari “A. Moro”; Criminologo Forense con titolo conseguito presso l’Università Carlo Cattaneo LIUC di Castellanza (VA); Avvocato; Lavora nell’ambito penale occupandosi di criminalità e minori; Autore di articoli con analisi criminologica dei fatti di cronaca per le testate giornalistiche Barilive.it e CorrieredellePuglie.com; Docente presso Master Universitario di I e II livello in Criminologia Sociale alla PST BIC di Livorno per a.a. 2011 - 2012

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