Arte, cultura e spettacolo

Racconti dal carcere – Goliarda Sapienza: la scrittura che aiuta i detenuti ad “evadere”

Racconti dal carcere – Goliarda Sapienza: la scrittura che aiuta i detenuti ad “evadere”

di Francesca Cataldo
In quattrocento hanno raccolto l’invito a partecipare al concorso letterario ”Racconti dal carcere – Goliarda Sapienza” che vede per la prima volta detenuti e scrittori di fama lavorare insieme per un percorso creativo che sia anche di recupero. Ideato dalla giornalista Antonelli Bolelli Ferrera, il concorso, patrocinato dalla Siae e dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) e’ stato presentato a Roma dal presidente della Siae Giorgio Assumma al capo del Dap Franco Ionta.

Madrina d’eccezione Dacia Maraini che ha ricordato la figura della scrittrice Goliarda Sapienza che proprio dopo una sua breve esperienza in carcere (negli anni degli espropri proletari) ha pubblicato il suo primo libro di successo ‘L’universita’ di Rebibbia’. Il premio, rivolto a tutti i detenuti, comunitari e extracomunitari, degli istituti penitenziari italiani prevede che tra i racconti ne vengano selezionati 20 che saranno affidati a noti scrittori che avranno il compito di tutor nel percorso letterario e di editing delle opere. I racconti verranno poi pubblicati, accompagnati dalle interviste agli autori. Tra i vari scrittori che hanno presentato la propria opera il primo posto se lo aggiudica un detenuto del Regina Coeli. Mani dietro la schiena, camicia azzurra, pantaloni scuri, occhiali, sguardo svagato e sorriso bonario.

Giuseppe Rampello sembra capitato per caso sul palco del teatro del carcere romano di Rebibbia. Prende il microfono ed esordisce dicendo: «quando scrivo, la mia cella non ha più pareti, sbarre né soffitto, e vedo il cielo sopra me». Dietro Rampello, per la categoria adulti, è stata premiata la 32enne Paola Francesca Iozzi (tutor Erri De Luca), arrestata un anno fa per associazione sovversiva, ora libera in attesa di giudizio, che in «Alla ricerca del vento» racconta una fuga con un’amica finita su una spiaggia, di fronte al mare. Al terzo posto la marocchina Nezha El Raouy con un racconto («I bambini del nido blu») sugli asili nido circondariali, una riflessione sul dilemma di una madre dietro le sbarre, indecisa se rinunciare al proprio figlio o costringerlo a una incolpevole detenzione. In uno scenario desolato come quello della detenzione, questi scrittori per un giorno, hanno dimostrato che anche solo con il potere della scrittura si può evadere, si può dipingere un mondo migliore e non temere di mostrarlo.

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