Arte, cultura e spettacolo

Georgina Wilkin, un esempio di modella che lotta contro l’anoressia

Georgina Wilkin, un esempio di modella che lotta contro l’anoressia

di  Francesca Cataldo
Questa è la storia di una ragazzina qualunque, una ragazzina dei giorni nostri che vive con il sogno nel cassetto di diventare una modella. E’ la storia di Georgina Wilkin, una ragazza inglese che a 16 anni ha iniziato a muovere i suoi primi passi nel mondo della moda, un panorama che però le stava togliendo la vita. Oggi Georgina ha 23 anni e in un’intervista al Daily Mail ha gridato con forza la sua rabbia nei confronti di chi in quel mondo ci lavora e riduce tante ragazze ad esili scheletri senza personalità. “Il mio agente mi disse che ero bella quando non mangiai per due giorni. Sono arrivata al punto di essere ricoverata in ospedale. Poche settimane dopo sono stata ingaggiata per la pubblicità di Prada”.

L’anoressia sfilava con lei su quelle passerelle, si era impossessata del suo corpo e come tutti ben sappiamo è difficile che essa ti lasci andare via definitivamente, prima o poi torna a farti visita. La sua agonia inizia nel 2007 quando entra nel tunnel dei disturbi alimentari. Cinque mesi di cure in ospedale: “Le mie labbra e dita erano blu e il mio cuore stava per cedere perché non era abbastanza forte da pompare il sangue al resto del corpo”. Riesce a scampare alla morte, ma non rinuncia al sogno di sfilare in passerella. Riprende la sua carriera e solo dopo due anni l’anoressia ribussa alla porta della sua vita. Digiuni lunghi anche 48 ore per accontentare quel manager che le diceva che più era magra e più avrebbe lavorato. «Tutti dovrebbero conoscere la pressione a cui le modelle sono sottoposte».

I difetti delle modelle vengono prontamente corretti con il trucco, ha rivelato ancora la modella, ma i danni permanenti a cui le modelle sono sottoposto non sono affatto semplici da rimuovere. E’ una vera e propria lotta contro cui, però, il 10% delle ragazze non riesce ad averla vinta e si lascia morire. Georgina Wilkin ha dimostrato che, al mondo meschino e cinico della moda ci può opporre e lo ha fatto anche partecipando, in Gran Bretagna, ad una campagna contro i disturbi alimentari.

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