Economia e Diritto

IVA al 22%: per cosa pagheremo di più?

IVA al 22%: per cosa pagheremo di più?
Mariangela Lomastro

iva-22di Mariangela Lomastro
Le polemiche relative all’aumento dell’IVA, previsto dall’art. 11 del Decreto Legge 28 giugno 2013, n. 76 e scattato da oggi, martedì 1 ottobre, non cesseranno di inasprirsi considerata l’incidenza che questa operazione avrà sul portafoglio di tutti gli italiani. Difatti, secondo le stime delle associazioni dei consumatori, la nuova aliquota al 22% colpirà oltre il 70% di beni e servizi e costerà ad una famiglia media all’incirca 200 euro in più all’anno, si prevede inoltre un crollo del 3% dei consumi ed un contemporaneo aumento dell’inflazione; secondo le dichiarazioni del presidente di Codacons, Carlo Rienzi, l’aumento dell’IVA non avrà ripercussioni esclusivamente nel commercio, ma andrà anche a ledere il livello occupazionale e, in generale, la già disastrata situazione economica attuale dell’Italia e inciderà altresì sulla seconda rata IMU e sul rifinanziamento della cassa integrazione. Un eventuale, futuro, decreto potrebbe bloccare i rincari previsti, ma le speranze sono flebili.

Pagheremo di più, quindi, per i prodotti per l’igiene personale e la cosmesi, per calzature e abbigliamento, per utensili e accessori per la casa, articoli sportivi, giochi e videogiochi, prodotti per animali, parcelle dei liberi professionisti, apparecchi tecnologici d’uso comune (tablet, smartphone, ecc.) e l’elenco non termina certo qui. Resteranno invariati i prezzi dei beni di prima necessità, ovvero frutta e verdura, pane, pasta, riso, latte, formaggi, farina, nessun ricaro per giornali e libri, bollette di acqua, luce e gas e per il costo di alberghi, ristoranti e cinema. Notizie rinfrancanti per i consumatori giungono da alcune grandi catene di distribuzione, infatti Coop, Esselunga ed Ikea hanno già dichiarato l’intenzione di non applicare il previsto aumento dell’IVA, mantenendo inalterati i prezzi dei prodotti sugli scaffali, per non incidere negativamente sul potere d’acquisto dei cittadini.

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