Cronaca nazionale

Azionisti più ricchi, la nuova favola Letta e ri-Letta, ma nessuno si addormenta: meno tasse e tutti più poveri

Azionisti più ricchi, la nuova favola Letta e ri-Letta, ma nessuno si addormenta: meno tasse e tutti più poveri

di Paolo Iusco
Il 2013 volgeva al termine, era tempo di bilanci ed il Presidente del Consiglio Enrico Letta riportava con viva soddisfazione i dati calcolati dalla C.G.I.A. Associazione Artigiani Piccole Medie Imprese di Mestre, che confermava che nel 2013 in Italia i tributi erano diminuiti, a carico delle famiglie italiane, mediamente circa 200,00 euro. Un dato che a me personalmente non ha detto nulla, non perché non lo vedo corrispondente alle sensazioni che si raccolgono quotidianamente per strada dal contatto reale con la gente, quanto perché è una voce di bilancio estrapolata da un più complesso conto economico. Per capirci dichiariamo di avere 200,00 euro in più in tasca da spendere mentre qualcuno a nostra insaputa – forte della nostra garanzia fideiussoria – ha firmato un’altra cambiale da 1400,00 euro, portando il nostro debito personale a 36.000,00. Credo che non ci sia tanto da rallegrarsi per questo. Immaginiamoci di essere all’assemblea degli azionisti, noi pur non avendo formalmente i titoli azionari, scusate per il gioco di parole, dovremmo esserci a pieno titolo. Noi siamo  i garanti e maggiori sostenitori finanziari dell’Azienda Italia, senza peraltro ricevere dividendi, non usufruendo di servizi, solo pagando oneri e spese sotto la ben nota voce TRIBUTI.

Per analizzare e fare il bilancio di una Azienda, grande o piccola che sia,  non serve essere necessariamente dei Revisori Contabili. E’ possibile comunque valutare ed analizzare i conti economici così come fanno ogni giorno nel proprio piccolo un po’ tutti. Fare, come si suol dire, “i conti della Massaia” per capire se possiamo permetterci di guardare al domani sereni o se dobbiamo tirare la cinghia. Per capire quali sono le risultanze del conto Dare e Avere, se ci sono Profitti o Perdite. Per capire, insomma, se possiamo immaginare che andremo in vacanza o resteremo affacciati al balcone, se possiamo permetterci di andare al ristorante o restare a casa, se sapremo riuscire ad evitare o accettare l’invito alle nozze di qualche nostro parente alla lontana, per avere modo di affrontare altri imprevisti. Quanta rilevanza ha per voi l’aver pagato € 200,00 in meno mentre nello stesso anno il debito pubblico ha sforato il tetto dei 2000 miliardi di euro, attestandosi nel mese di Settembre a quota 2100,00 miliardi di euro? Oggi sui quasi 60 milioni di italiani grava un debito pubblico procapite di quasi  36000,00 euro. Leggendo i dati pubblicati da Banca d’Italia nei soli primi 7 mesi dell’anno appena concluso il debito pubblico è aumentato di 84 miliardi di euro, pari a circa 1400,00 euro a testa.

Non ho una calcolatrice scientifica da usare con tutte queste cifre, ma un dubbio mi assale: forse ho sbagliato il calcolo? Non è possibile che sia così immenso il nostro debito pubblico e penso: “saremo forse passati all’euro per comodità di conteggio, insomma per togliere tre zeri?”
Apro un foglio di calcolo elettronico per fare la commutazione in lire del dato trasmesso dalla Banca d’Italia, ho moltiplicato 2100 miliardi di euro per 1936,27 (valore di cambio con il quale siamo passati alla moneta unica) e ne viene fuori dal calcolo una cifra super-astronomica: QUATTROMILIONI DI MILIARDI DI VECCHIE LIRE. Si può dire rispondendo al titolo che siamo Azionisti più poveri. Ma cosa vuoi che sia, vuoi mettere? Ma scherzate? Noi siamo “Azionisti” dello Stato Italiano e di conseguenza del suo debito pubblico, infatti ognuno ha debiti per circa 36000,00 euro. Non so se vi è chiaro questo punto. Cosa vuol dire per i neonati, essere Azionisti della Nazione Italia, queste povere ed inconsapevoli creature appena vengono messi al mondo hanno già contratto un debito di 36000,00 euro. Ecco perché ai primi nati dell’anno vengono dedicati servizi giornalistici e  fotografie, appena nati per colpe non loro hanno già un bel debito e nemmeno una fotografia gli facciamo? Pertanto riformulo la domanda, ma queste 200,00 euro cosa sono in confronto al Debito Pubblico che cresce a dismisura e incatena tutti, anche le generazioni future?

Quali sono le domande che si pongono tutti gli azionisti, foriere di incubi notturni e forse anche diurni. Tra le più gettonate quella che ci vede tutti noi italiani esclusi dal diritto alla pensione, visto che ieri abbiamo anche saputo da INPS che ha un debito di 14 miliardi di euro,gli analisti economici stimano che per poter andare in pensione si dovrà aver versato circa 300 mila euro ed avere più di 65 anni. Per non parlare degli Agenti di Commercio che oltre all’INPS sono assoggettati al versamento di contributi integrativi obbligatori alla Fondazione Enasarco. Chissà come andrà a finire? Dovranno forse avere 90 anni e 500000,00 euro di contributi versati per poter avere diritto alla pensione minima? Quindi siamo meno tassati o più indebitati e poveri? Siamo in piedi o stiamo su un lettino a fare donazioni di sangue coatte senza neanche sapere per chi e per quale causa? Ci sorreggerà la salute per continuare ad essere Azionisti in questo modo? O moriremo dissanguati?

Questo mi chiedo e Vi chiedo.

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