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Borsa 2014: i numeri record di Facebook, utili da sogno

Borsa 2014: i numeri record di Facebook, utili da sogno
Antonio Catacchio

di Antonio Catacchio
Facebook farà numeri da record in borsa nel 2014, a giudicare dall’andamento del titolo, che dopo l’IPO iniziale aveva fatto storcere il naso agli analisti e investitori. Adesso il titolo ha superato Yahoo nel mercato statunitense ed è secondo solo a Google per ciò che riguarda la raccolta pubblicitaria. Nel 2013, per merito soprattutto della pubblicità sui “mobile”, i ricavi dell’azienda di Mark Zuckerberg hanno avuto un incremento, rispetto all’anno precedente, del 63%.
La Borsa americana conferma pienamente che il modello Facebook è vincente e, grazie ai dati sugli utili netti del 2013 che parlano di 523 milioni di dollari nell’ultimo trimestre, il titolo ha raggiunto considerevoli apprezzamenti. L’utile netto totale, poi, è stato di circa un miliardo e mezzo di dollari, dato questo che testimonia un incremento di circa il 55 % rispetto ai risultati del 2012.

Il social network, dunque, gode di ottima salute alla vigilia del compimento del suo decimo anno di vita e analizzando i numeri di questa gigantesca realtà non si può rimanere indifferenti:

  • 757 milioni di utenti, di media giornaliera nel mese di dicembre 2012;
  • 556 milioni di utenti, al giorno, utilizzando smartphone e tablet, sempre nello stsso periodo;
  • più di un miliardo di persone collegate giornalmente;
  • nell’ultimo trimestre del 2013 azioni in salita del 75% nel 2013.

Con questi numeri Facebook, una delle più giovani realtà presenti nel ristretto gruppo delle società americane a maggior tasso di capitalizzazione, può guardare con grande fiducia ai prossimi dieci anni e ai prossimi progetti che sicuramente non tarderanno ad arrivare.
All’interno di Facebook la quotazione ha prodotto diversi cambiamenti e diversi analisti e commentatori hanno sottolineato che, dal punto delle scelte societarie, lo scenario futuro è particolarmente incerto. Il Wall Street Journal spiega che la quotazione in borsa ha portato anche a cambiare le priorità nella gestione aziendale:
<<Una delle più grandi sfide della sua breve vita come società quotata in borsa è il modo in cui si occupa dei ricavi. Dopo otto anni in cui l’aumento degli utenti è stato l’obbiettivo principale, Facebook ha spostato i ricavi in cima alla lista delle priorità e ha riorganizzato il suo funzionamento in modo che molte delle sue teste migliori pensano ora a come aumentare le vendite>>.
Al momento della quotazione in borsa, la filosofia della società sembrava essere quella di concentrarsi sulla crescita del numero e del coinvolgimento degli utenti, nella convinzione che i guadagni sarebbero seguiti, ma Facebook si è convinta da allora a destinare più risorse e più progetti al settore specifico delle vendite pubblicitarie e degli strumenti tecnologici per effettuarle.

Le mosse della società sembrano aver avuto successo, almeno finora: secondo i dati dell’ultimo trimestre i ricavi sono stati di 1,46 miliardi di dollari (1,13 miliardi di euro), un aumento del 36 per cento rispetto a un anno prima. L’articolo del WSJ sembra dire che gli investitori sono soddisfatti di questo nuovo approccio: se Facebook si inventa nuovi metodi per le inserzioni pubblicitarie, è più facile che chi abbia soldi da spendere in pubblicità voglia provarli (e investa di più in pubblicità).
Il Financial Times ha invece dedicato un articolo ad un fenomeno che potrebbe frenare gli entusiasmi. Questo articolo si intitola la “stanchezza da Facebook”, cioè la paura di alcuni investitori che la generazione di chi ha meno di 25 anni stia parzialmente perdendo interesse nel servizio, preferendovi altri social network come Twitter, oppure programmi di messaggistica che permettono con più facilità conversazioni tra piccoli gruppi di amici, come Viber o WhatsApp.
Un quarto dei ricavi di Facebook, oggi, viene dalla pubblicità sugli smartphone, e la versione mobile è al centro di molti sforzi e preoccupazioni della società. Ma la minacciosa concorrenza di altri servizi di messaggistica o di social networking potrebbe avere a che fare proprio con la crescente diffusione degli smartphone.
Nonostante queste preoccupazioni, che certamente stuzziranno l’orecchio attento di Zuckerberg, la società ha ancora molti motivi per essere soddisfatta, tra cui la forte crescita che continua ancora oggi nel numero complessivo degli utenti: secondo i dati della società, 1,11 miliardi di persone hanno usato Facebook almeno una volta nel mese di marzo 2013, una crescita di oltre il 20 per cento rispetto all’anno precedente. Di questi, circa 665 milioni di persone, poco meno di un abitante della Terra su dieci, utilizza il sito ogni giorno.

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Antonio Catacchio
@tonykataklios

Nato a Bari nel freddo gennaio del 1979, non ha intrapreso esclusivamente l'Università della vita, come molti oggi vanno orgogliosamente sostenendo. Oltre a quella infatti si è anche laureato in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Bari nel 2009 con una tesi in diritto penale dal titolo "La frode informatica". Dopo aver sostenuto gli scritti per l'esame di avvocato nel dicembre 2011, si inerpica come un dedalo, nella realizzazione di un magazine online iniziando a studiare SEO, SEM e aprendo account online su social media d'ogni genere per iniziare a carpirne funzionamento ed evoluzioni. Tra un lavoro occasionale ed un altro a tempo determinato, dirige e conduce gli aspetti organizzativi del progetto corrieredellepuglie.com, di cui è il maggiore artefice. Nel 2013 fonda insieme a Claudio Santovito, Roberto Loizzo e Teresa Manuzzi l'Associazione InformAEticaMente.it, editrice del corrieredellepuglie.com.

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