Cronaca

L’omicidio Kercher. Tutte le fasi del giallo italiano.

L’omicidio Kercher. Tutte le fasi del giallo italiano.
Roberto Loizzo

di Roberto Loizzo
Era il 1 novembre 2007 quando Meredith Kercher venne uccisa nella sua stanza da letto della casa di via della Pergola, a Perugia, dove viveva da alcuni mesi insieme ad altre tre ragazze. Qualcuno, dopo averla accoltellata alla gola, copre il suo corpo con un piumone, ruba le sue carte di credito, i suoi due telefoni cellulari e 300 euro che aveva nella borsa. Prima di uscire, chiude la porta della sua camera da letto a chiave. Il giorno dopo, il 2 novembre, il cadavere viene trovato intorno all’ora di pranzo, da Amanda Knox e Raffaele Sollecito e da due agenti della polizia postale a cui erano stati consegnati due telefoni cellulari di Meredith buttati nel giardino di una casa situata nelle vicinanze.
Il 6 novembre 2007 Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Patrick Diya Lumumba vengono arrestati per l’omicidio della giovane studentessa inglese dagli agenti della squadra mobile della questura di Perugia. Amanda accusa Patrick di aver ucciso Meredith. Lumumba dice che la sera dell’omicidio di Meredith era a lavoro al suo pub “Le Chic” e sarà un professore universitario svizzero a confermarlo. Amanda e Raffaele sostengono, invece, di aver passato la notte a casa di Raffaele ma le prove dicono il contrario.

Il dna di Meredith Kercher viene isolato sulla lama di un coltello da cucina sequestrato a casa di Raffaele Sollecito. Sul manico gli esperti della polizia scientifica trovano quello di Amanda Knox. La polizia scientifica esegue molte analisi, tra cui quella su un’impronta palmare lasciata col sangue, trovata sul cuscino rinvenuto sotto il cadavere di Meredith.  Il 19 novembre 2007 viene emesso un mandato di cattura internazionale per Rudy Guede, che ha lasciato Perugia subito dopo l’omicidio ma che verrà trovato qualche giorno dopo in Germania, poiché risulta essere sua l’impronta sul cuscino adagiato sotto il corpo della povera Meredith. Rudy ammette da subito la sua presenza sul luogo del delitto, ma dice di non essere l’assassino: sarebbe scappato per la paura di rimanere coinvolto in qualcosa di più grande di lui. Dice di essere entrato in casa di Meredith e di aver avuto un approccio sessuale con lei, di essere andato in bagno e di aver sentito un urlo e, quando è uscito, di aver incrociato due non meglio specificate persone, un uomo e una donna. Asserisce, inoltre, di aver raggiunto Meredith agonizzante e di aver provato a tamponare la sua ferita ma di essere poi scappato, per la paura.
Il 19 giugno 2008 inizia il processo. Secondo l’accusa Amanda avrebbe sferrato la coltellata mortale mentre i due ragazzi tenevano ferma Meredith. Mentre Rudy Guede viene condannato a trent’anni di reclusione in rito abbreviato, pena riformata in secondo grado a 16 anni riconoscendogli le attenuanti generiche, Amanda Knox e Raffaele Sollecito scelgono il rito ordinario dinanzi alla Corte d’assise di Perugia, con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, violenza sessuale, furto, e per Amanda Knox anche calunnia nei confronti di Patrick Lumumba.  Il 4 dicembre 2009, Amanda Knox e Raffaele Sollecito vengono rispettivamente condannati a 26 e 25 anni di carcere dalla Corte d’Assise di Perugia che emette il suo verdetto dopo quasi 11 ore di camera di consiglio. Si apre, così, il secondo grado di giudizio, del quale ne ho parlato nell’articolo del  4 luglio 2011 [LEGGI QUI], all’esito del quale vengono assolti poiché manca la prova della colpevolezza.

Contro questa sentenza, la Procura della Repubblica, presenta Ricorso per Cassazione che, il 25 marzo 2013, annulla con rinvio la sentenza di assoluzione di secondo grado. Il processo si rifarà a Firenze. Importante quanto asserito in motivazione, nella quale i giudici del Supremo Consesso definiscono la sentenza di secondo grado un «raro concentrato di violazioni di legge e di illogicità» [LEGGI QUI]. Il 30 settembre 2013, inizia il processo-bis ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Firenze. I due ex fidanzati non sono in aula. Lei vive a Seattle, ha lasciato l’Italia dopo l’assoluzione ed ha pubblicato un libro sulla sua vicenda giudiziaria. Raffaele è all’estero. Viene eseguita una nuova perizia sul coltello sequestrato in casa di Sollecito a ridosso dell’omicidio e, secondo i Carabinieri del RIS, il dna su di esso è di Amanda Knox e questo porta il sostituto procuratore generale di Firenze, Alessandro Crini, a chiedere 30 anni di carcere per Amanda Knox e 26 per Raffaele Sollecito.  Dopo 12 ore di Camera di Consiglio è emessa la sentenza nei confronti di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati a 28 anni e 6 mesi di carcere, Amanda, ed a 25 anni, Raffaele. Per quest’ultimo è stata disposta la misura coercitiva del divieto di espatrio.

(Avvocato Roberto Loizzo, Criminologo Forense)

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Roberto Loizzo

Avvocato e Criminologo Forense. Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari “A. Moro”; Criminologo Forense con titolo conseguito presso l’Università Carlo Cattaneo LIUC di Castellanza (VA); Avvocato; Lavora nell’ambito penale occupandosi di criminalità e minori; Autore di articoli con analisi criminologica dei fatti di cronaca per le testate giornalistiche Barilive.it e CorrieredellePuglie.com; Docente presso Master Universitario di I e II livello in Criminologia Sociale alla PST BIC di Livorno per a.a. 2011 - 2012

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