Economia e Diritto

Passa al Senato il decreto “IMU-Bankitalia”

Passa al Senato il decreto “IMU-Bankitalia”
Mariangela Lomastro

imudi Mariangela Lomastro
Via libera al Senato, nella giornata di ieri, al decreto legge “IMU-Bankitalia”, ora il provvedimento, approvato con 142 voti a favore, 94 contrari e due astensioni, passerà da Palazzo Madama alla Camera per essere convertito in legge entro il 29 del mese. Con esso si stabilisce l’eliminazione, anche se non totale, della seconda rata IMU sulle prime case, infatti è previsto il versamento del 40% della differenza fra l’imposta calcolata in base alle aliquote standard e quella che risulta dalle maggiorazioni deliberate dai diversi comuni, per un valore totale stimato attorno ai 400 milioni di euro. Il pagamento non sarà dunque più dovuto per le abitazioni principali (fanno eccezione i fabbricati di lusso e gli immobili delle cooperative edilizie adibiti ad abitazioni principali dei soci), l’unico immobile posseduto e non locato da personale in servizio di Vigili del Fuoco, Forze armate e di polizia e i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali.

Il d.l., a copertura dell’abolizione della detta rata, indica l’aumento degli acconti IRAP e IRES per enti finanziari, assicurativi e creditizi e altresì per la Banca d’Italia; altro nodo centrale del provvedimento è la rivalutazione delle quote di Bankitalia, per un aumento di capitale che si attesta a 7,5 miliardi, fissato inoltre al 3% il limite di capitale per ogni partecipaziene, diretta o indiretta che sia. Viene innalzato a 25.000 euro il valore delle quote di nuova emissione di partecipazione al capitale bancario, il Senato ha anche stabilito l’obbligo di italianità dei quotisti, requisito che, qualora venisse meno, comporterebbe la perdita delle quote mentre un’altra modifica introdotta attribuisce il diritto di veto sui quotisti al Consiglio superiore dell’istituto bancario. Si concede infine al Demanio, previe necessarie autorizzazioni e pareri, la possibilità di vendere a trattitiva privata immobili pubblici ad uso non prevalentemente abitativo, anche in blocco.

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