Informatica & web

I social job – Tecniche per trovare lavoro da soli, da casa

I social job – Tecniche per trovare lavoro da soli, da casa

di Ugo Lopez
“Trovati un posto fisso e ti troverai bene”: questa è la frase che mia madre e mio padre hanno ripetuto per anni, fino alla nausea, a me e a mia sorella. Con nessuno dei due, però, hanno sortito un effetto: entrambi siamo professionisti (come amiamo dire noi) o precari (come preferiscono dire loro). Le speranze di molti genitori, probabilmente, coincidono con quelle dei miei ma credo che davvero pochi abbiano potuto esaudirle e, a guardare le tendenze, il numero si va sempre più assottigliando. Persino i corsi professionalizzanti finanziati dalla Provincia e dalla Regione, fino a poco tempo fa quasi esclusivamente finalizzati all’apprendimento di abilità da operaio specializzato quale mulettista, saldatore, tornitore e analoghe, si stanno spostando sempre più verso la formazione di figure microimprenditoriali, inserendo in tutti i corsi di formazione competenze trasversali tese ad aiutare i giovani ad aprire in autonomia la loro microattività.

In questo contesto, portali di ricerca dipendenti più o meno specializzati come Monster perdono sempre più fette di mercato a favore di piattaforme tese alla ricerca di professionisti e specialisti come Linkedin che, comunque, in Italia gode di una piccolissima fetta del successo d’oltralpe. Tra questi due fuochi, perfettamente in linea con il mercato attuale, nascono (negli States) alcuni portali per la ricerca di figure professionali per singoli (micro)progetti che consentono a quelli che oggi chiamiamo Freelance e ad aziende di ogni tipo di incontrarsi presto e bene, minimizzando il rischio che il lavoro non sia finito, sia fatto male o sia caro da una parte, quello di non essere pagati dall’altra. Nonostante la distanza geografica, queste imprese del web iniziano a riscuotere un discreto successo anche nel Bel Paese. I principali siti per questo tipo di attività sono Elance, oDesk e Freelancer: li ho provati tutti e tre e, devo dire, mi hanno lasciato a bocca aperta. Su Elance mi sono iscritto il 13 febbraio e, il giorno di San Valentino, mi sono offerto come freelance per alcune attività: non ho fatto in tempo a svegliarmi il mattino dopo che avevo già ricevuto una proposta per un altro lavoro e mi ero aggiudicato uno di quelli a cui avevo partecipato.

Già il fatto che Elance ed oDesk, assieme a LinkedIn, siano i siti indicati dalla stessa Microsoft ai suoi professionisti certificati per trovare attività di docenza e consulenza mi aveva ben predisposto ma, francamente, non pensavo a risultati in così breve tempo. Il meccanismo è quello serio, all’americana: sul portale si incontrano la domanda e l’offerta. I freelance postano il loro curriculum e, gratis o a pagamento a seconda dei portali, possono chiedere che venga verificato per garantire la loro serietà. Su oDesk, per esempio, viene fatta una minuziosa verifica di tutte le certificazioni Microsoft possedute dal candidato prima che queste vengano pubblicate nel suo profilo. Una volta completato il profilo, il freelance può cercare le offerte di lavoro di suo interesse e candidarsi. Il numero di candidature è limitato ad un tot per mese e può essere aumentato passando dagli account gratuiti a quelli a pagamento. Nell’inserire le competenze, il candidato può scegliere di sottoporsi anche a dei test specifici per ciascuna di queste, così da garantire agli ipotetici datori di lavoro che tali competenze non siano solo autocertificate ma realmente nel know-how del freelance.

Alcune di queste community dispongono anche di una loro University dove, con modiche cifre, i freelance possono formarsi sulle tematiche più richieste dai datori di lavoro. La maggior parte delle attività proposte sono in telelavoro (e, quindi, eseguibili da qualsiasi parte del mondo) e riguardano l’IT, il legale ed i social media. Una buona conoscenza della lingua inglese (scritta e parlata) è un must al quale non ci si può sottrarre per partecipare attivamente a queste community. I feedback, oramai presenti in qualsiasi attività 2.0, garantiscono la precisione, la serietà e l’affidabilità dei consulenti. Insomma, chi ritiene di avere delle buone capacità tecniche ma non commerciali, può provare ad usare gratuitamente o quasi queste piattaforme e vedere se aiutano ad aumentare il flusso di lavoro o, quantomeno, a creare delle conoscenze utili per la propria attività. L’iscrizione è aperta anche ai datori di lavoro ed alle agenzie di intermediazione. Dopo questa breve ma necessaria panoramica nei prossimi articoli approfondiremo il funzionamento di questi utilissimi portali.

Visualizza Commenti (3)

3 Comments

  1. Maria Giovanna Loggia

    18 febbraio 2014 at 18:38

    Ottimo articolo Ugo, complimenti è chiaro e completo! Dei tre siti che hai indicato conoscevo solamente Freelancer e devo dire che non ho avuto la tua fortuna, quindi o tu hai un CV impareggiabile o è il mio che è poco richiesto! ahahahahahahah Però mi iscriverò agli altri due, e se trovo lavoro ti offro il caffè! Vabbè dai, voglio proprio essere generosa… pure il dolcino col caffè!!! 😀

    • Ugo Lopez

      19 febbraio 2014 at 21:44

      Ciao Maria Giovanna,

      grazie 1000 per i complimenti! Il mio CV è normalissimo, magari ho solo ottimizzato il mio profilo. Proprio oggi, su freelancer, mi sono arrivate due offerte di lavoro.

      Magari, se la materia interessa, pubblico qualche articolo su come promuoversi correttamente su questi canali.

      Per caffè e dolcino quando vuoi, però sono un po’ all’antica, offro io! 🙂

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